“Dopo le battaglie sul fotovoltaico selvaggio, adesso è il turno del biogas”

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7 giugno 2012

 

Da Alberto Bacchiocchi del La Fano dei Quartieri riceviamo e pubblichiamo

FANO – Dopo le battaglie sul fotovoltaico selvaggio, adesso è il turno del biogas.

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Stiamo parlando del progetto della centrale a Biogas in zona Tombaccia. Dopo aver valutato il luogo in cui dovrà essere installato l’impianto, si evince che la centrale sarà volta solo a produrre energia elettrica essendo impossibile il teleriscaldamento poiché le abitazioni limitrofe e le fabbriche nelle vicinanze non sarebbero in grado di sfruttare il calore prodotto.

Ne segue che l’ energia elettrica sarà pagata, con contributi pubblici, € 0.28/KWh fino alla fine del 2012 mentre tutta l’aria calda non potendo essere riutilizzata verrà dispersa completamente nell’atmosfera.

Inoltre non sono stati espressi pareri sulle contrindicazioni relative alla produzione del digestato: l’uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi sul terreno volto alla produzione dei vegetali, con l’inquinamento del terreno stesso e delle falde acquifere sottostanti, i cattivi odori emessi dalla fermentazione, l’impatto acustico, non ultimo l’inquinamento e il traffico stradale che comporta il passaggio continuo dei camion per la consegna e il trasporto del liquame.

Di fronte a questa analisi, ci sembra evidente che l’impianto a Biogas abbia solo scopi economici e non energetico-ambientali.

Si ripresenta la necessità, sempre più urgente, di linee guida precise e dettagliate, da parte della Regione Marche, volte ad evitare interventi inutili, incentrati solo sul profitto, che non hanno alcuna logica e rispetto per l’ambiente ( vedere il parco fotovoltaico nella collina di Cuccurano e S. Costanzo).

Norme regolamentari che sappiano fugare tutti i dubbi dei cittadini su eventuali conflitti d’interessi, così come è stato già fatto da regioni a noi vicine per la salvaguardia delle proprie aree DOP.

Abbiamo bisogno di norme che salvaguardino la nostra vita e il nostro territorio: il bene comune.

Infine rivolgendomi al Sindaco e a tutto il Consiglio Comunale, vorrei far notare che è troppo facile schierarsi per il NO, con un SI al nucleare alle spalle, pur di accattivarsi le simpatie (e magari il voto) di tutta la cittadinanza della Tombaccia, considerando che la questione è di pertinenza della Regione!

Visto il vuoto legislativo, non si poteva proporre un regolamento comunale in tempi non sospetti?

La nostra ultima domanda è per il dott. Rovinelli, responsabile dell’ufficio energia del comune di Fano: vorremmo sapere il suo pensiero sul progetto dell’ing.Alessandra Severini.

Visto che la giunta comunale è contraria non è logico pensare che anche il dott. Rovinelli lo sia?

Attendiamo risposta.

Detto questo, noi della Fano dei Quartieri, siamo a favore delle energie rinnovabili ottenute con delle regole serie e senza speculazioni.

 

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