Scavolini Siviglia, l’Eurostar e la stazione. Aspettando nuove fermate

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8 giugno 2012

PESARO – Sono passati alcuni giorni da garaquattro di semifinale scudetto, ma la febbre per la pallacanestro è ancora viva in tutta Pesaro, si continua a parlare di basket giocato rammaricandosi di non essere riusciti a portare l’Emporio Armani alla bella, ma soprattutto ci si interroga sul futuro della Vuelle, con la speranza di rivedere in maglia biancorossa tutti i protagonisti di questa entusiasmante stagione. Era da tantissimo tempo che non si vedeva un interesse così vivo da parte della città verso la sua squadra simbolo, merito di un gruppo vero, non solo di facciata come tante volte ci volevano far credere, composto da uomini che si sono ritrovati uniti per un obiettivo comune, guidati da un ragazzo che il nome di Pesaro lo ha portato sempre dentro di sé, anche negli anni trascorsi negli States e che ha trasmesso a chi dall’America è partito, la consapevolezza di essere arrivati in un posto ideale per giocare a basket.

La coreografia del tifo biancorosso in gara 4 contro la Bennet

L’incertezza economica potrebbe far disperdere questo gruppo in giro per l’Europa, creando un mix di sentimenti tra l’euforia per aver ritrovato una squadra vincente e l’avvilimento per il timore di ritornare nel limbo della normalità.

Ci si sente come quando si arriva alla stazione e hai appena visto passare l’ultimo Eurostar della giornata senza salirci sopra, poi dall’altoparlante ti avvisano che quello che hai appena perso è l’ultimo treno di lusso che passerà dalle tue parti, perché dal giorno dopo la crisi economica ha costretto le ferrovie a tagliare le corse e alla tua stazione si fermeranno solamente i treni locali, più lenti e affollati.

E’ questo lo stato d’animo del tifoso pesarese alla fine di questa stagione, un’annata esaltante nella quale non sei riuscito a prendere l’ultimo treno che ti avrebbe portato direttamente alla stazione centrale di Milano, ma hai viaggiato in lungo e in largo per l’Italia raccogliendo applausi e consensi ad ogni fermata, però adesso ti hanno avvisato che il bel trenino rischia di rompersi e da settembre dovrai tornare a salire su vagoni meno appariscenti e veloci, con dei compagni di avventura nuovi al posto di quelli che ti hanno fatto emozionare, rendendo più allegro e divertente il viaggio insieme.

I più ottimisti ti racconteranno che c’era il rischio che la tua stazione fosse cancellata del tutto dalle mappe delle ferrovie, come sta succedendo in altre cittadine italiane, mentre ti hanno garantito che almeno la chiusura è stata scongiurata e potrai ripresentarti ogni domenica pomeriggio col tuo abbonamento – che tu rifarai sempre – da farti convalidare dal bigliettaio.

Ma ti rimarrà sempre nel cuore l’ultimo treno sul quale eri salito, quello pieno di gente ma pulito e ordinato, quello che le altre città guardavano con invidia, dove ti divertivi a salire con gli amici per le due ore della durata del viaggio, dove un ragazzino che conosci sin da piccolo è diventato grande e con i suoi capelli ricci e le sue treccine ha guidato la locomotiva da consumato capotreno, dove il bigliettaio era un omino calvo tranquillo che sapeva fare il suo mestiere.

Ma lo sai da tempo che le cose belle non durano per sempre e, passata la nostalgia che tutti i bei viaggi ti lasciano dentro, ti ripresenterai puntuale davanti alla solita stazione zona Torraccia e ti accorgerai che tutto sommato i tuoi nuovi compagni di avventura non sono così male e qualche viso conosciuto è rimasto per insegnare ai nuovi arrivati la giusta strada da seguire… Però quanto era bello quell’Eurostar che abbiamo perso!

 

Un commento to “Scavolini Siviglia, l’Eurostar e la stazione. Aspettando nuove fermate”

  1. Hannibal Smith scrive:

    Mai dire mai!!! Pesaro e la Vuelle ci hanno abituato a belle sorprese come quella di quest’anno…perchè c’è da ammettere che nessuno si aspettava un risultato come quello di quest’anno…pertanto occhio ad altre sorprese!!!

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