Volley, basket e calcio… quando il pallone piange

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8 giugno 2012

PESARO – Il volley piange, il basket teme, il calcio idem. Momento complicato per i principali sport cittadini, non tanto a livello di risultati quanto per una mancanza di risorse certe per affrontare i rispettivi campionati prossimi. La situazione di economia e finanza è pesante a ogni latitudine, e chiaramente nemmeno le discipline più seguite sfuggono a una generalizzata tendenza al budget risicato.

Se la Robursport è alle prese con un ridimensionamento dovuto al disimpegno sottorete di Valter Scavolini, il cuciniere più amato dagli italiani continuerà ad adoperarsi (leggasi investire) nella creatura che più ha nel cuore, la Vuelle. Il problema è che Sauro Bianchetti, alias mister Siviglia, da mesi ha annunciato l’addio al basket, se non fosse che i 9.613 dell’Adriatic Arena di lunedì sera, record assoluto per una partita di basket nell’astronave, hanno fatto tentennare e non poco l’imprenditore marottese. A giorni se ne dovrebbe sapere di più, coi tifosi che sperano che le ragioni del cuore prevalgano sulla fredda ragione che però, soprattutto in tempi come questo, impone riflessioni serie. Se non si trova una soluzione, addio squadrone.

Capitolo calcio. I pallonari della città di Rossini, storicamente subalterni ma solo per numero e non certo per passione, speravano che dopo la lettera di Leonardi qualcosa si muovesse. E invece, nonostante la buona volontà di sindaco Ceriscioli e portavoce Arceci, l’appello del direttore dell’area tecnica vissina è caduto nel vuoto, nel senso che nessuno si è fatto avanti per mettere fieno nella cascina delle già risicate risorse dedicate al primo sport del bel Paese. “Anche la prossima stagione ci inventeremo qualcosa risultando competitivi”, ha detto il direttore biancorosso ieri in conferenza sperando di sopperire con la fantasia a un budget che nella migliore delle ipotesi sarà in linea con quello della stagione andata in archivio. E’ chiaro, però, che i tifosi Vis non possono – e non devono – illudersi. Basterebbe poco per puntellare un organico discreto e aspirare ai primissimi posti nel prossimo campionato di serie D, ma la situazione generale non permette voli pindarici. La richiesta, e da diversi giocatori accettata, decurtazione dei rimborsi spese di un 20% o giù di lì è un chiaro segnale che sogni di gloria, al momento, sono preclusi.

Un commento to “Volley, basket e calcio… quando il pallone piange”

  1. obiettivo pesarese scrive:

    Il piatto piange sempre nel calcio a pesaro purtroppo, il basket come al solito si sistemerà con l’impegno assiduo del comune mentre il volley fatichera ma forse riuscira a ripartire.

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