Danni da cinghiali, gli agricoltori risarciti di 300mila euro sugli 800mila totali

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11 giugno 2012

PESARO – Oltre 800mila euro di danni provocati dai cinghiali agli agricoltori della provincia di Pesaro e Urbino, di cui nemmeno 300mila risarciti. Con questo dato allarmante ed eloquente, le quattro associazioni di categoria degli agricoltori – Coldiretti, Cia, Confagricoltra e Copagri – hanno chiesto alla Provincia di avviare un piano di selezione immediato degli ungulati, minacciando, in caso contrario, azioni di protesta.

cinghiale

Cinghiale che scorrazza in un campo

Tommaso Di Sante, presidente Coldiretti, Gianfranco Santi, presidente Cia, Denis Bernabucci, direttore Confagricoltura, e Claudio Nasoni, presidente Copagri, hanno incontrato il presidente della Provincia Matteo Ricci (che ha anche la delega dell’assessorato all’agricoltura) e Massimo Galuzzi (assessore provinciale alla caccia), per denunciare la gravissima situazione in cui si trovano gli agricoltori della provincia, continuamente danneggiati dai cinghiali, e chiedere urgenti provvedimenti.

“La Provincia deve attivarsi per dare una svolta decisiva all’attuale sistema di gestione – scrivono – che non dà i risultati sperati, il tempo dell’attesa è scaduto”.

E’ stata questa la premessa delle associazioni, che auspicano “venga stabilito un livello di popolamento sopportabile e compatibile con il territorio. Dal momento che la norma regionale sulla caccia ha trasferito le competenze agli Atc, la stessa Provincia deve ora attivarsi con gli stessi ambiti territoriali di caccia per il contenimento della specie, mettendo in atto una gestione seria ed efficace degli ungulati presenti sul nostro territorio. Non si possono più verificare situazioni come quella del cinghiale avvistato in città, a Pesaro, recentemente. Le richieste di rimborso danni continuano a crescere. Lo scorso anno i danni denunciati complessivamente a Provincia, Atc PS1 e Atc PS 2 sono ammontati ad oltre 800mila euro. Di questi, gli enti ne hanno risarciti poco meno di 300mila. E’ inaccettabile, dal momento che per legge è previsto il risarcimento completo”.

Le associazioni, pur riconoscendo la consapevolezza del problema mostrata dalla Provincia, si aspettano che “nell’arco di qualche settimana l’ente pubblico possa dare finalmente segnali concreti, altrimenti saremo costretti ad agire di conseguenza, intraprendendo azioni di protesta”.

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