Fano, non solo buche: anche la viabilità è uno scandalo

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11 giugno 2012

FANO – Buche e dossi. Ovunque. Ma questo, ormai, lo sanno e lo hanno provato tutti: lo stato delle strade fanesi è qualcosa che rasenta l’impossibile, da ogni punto di vista. Sia che queste vengano percorse in auto che in moto o bicicletta.

Fano, viale Primo Maggio

Buche, crateri, dossi anche sulle carreggiate principali ma, dato forse ancora più grave, accompagnate da un ricco campionario di equivoci alla voce viabilità: semafori spenti da tempo ma non segnalati adeguatamente, altri semafori poco più avanti ma con segnaletica stradale oggettivamente ingannevole e pericolosa,  mancanza di specchi per immettersi su una strada trafficata come viale Romagna, sensi unici quando meno te l’aspetti e strade a due corsie così strette da pregare, ogni volta che ci passi, che non arrivi nessuno di taglia superiore a un motorino dal verso opposto. Questo, senza contare le piste ciclabili “finte”: quelle create dando una mano di vernice al lato della strada. Insomma, girare per le strade di Fano  è come fare un salto in un film anni ’80 ma con traffico e auto del 2012.

Andiamo con ordine: all’incrocio di viale Primo Maggio con via della Liscia – uno degli snodi principali del caotico traffico fanese – ci sono due semafori. Venendo da Pesaro, si trova prima un semaforo spento, senza ulteriori segnalazioni ma con segnaletica orizzontale ancora presente. Poi, dopo 10 metri, un altro semaforo funzionante e con tanto di telecamere puntate, a ridosso della via della Liscia. Chi non conosce Fano, obiettivamente, non sa che fare e come minimo rallenta quasi a fermarsi.

Altro equivoco: arrivando dal Lido, e cercando di immettersi in viale Romagna da via, ci si trova di fronte a due sensi di percorrenza quasi ciechi. Per entrare in strada bisogna obbligatoriamente sporgersi con la propria aiuto. Basterebbe uno specchio per eliminare ogni rischio.

Su via San Lazzaro, invece, la strettoia è a prova di riflessi. La strada si restringe a metà del suo tragitto, con transenne (per le bici) fisse da un lato e sbocchi dai cortili di alcune case dall’altro. Il senso unico, in questo caso, sarebbe la soluzione ideale. Anche perché questo è il punto di raccolta principale tra la statale, le vicine scuole, lo stadio Mancini e il Campo d’Aviazione. Inoltre, dove servono veramente, mancano anche le rotatorie: mica quelle scenografiche con piante, fontane e sculture. Basterebbe anche un circoletto, un cerchio rialzato, giusto per dare un po’ di respiro a un quartiere colpevolmente ignorato, da anni, dalle amministrazioni comunali. Altro equivoco nel quartiere delle Terrazze, dove in viale Italia (su cui, badate bene, circolano anche autobus e studenti delle vicine scuole in bici) nonostante la ristrettezza della carreggiata le auto vengono posteggiate lo stesso ai lati. Il risultato? Ci si deve obbligatoriamente fermare ogni volta che due mezzi arrivano in senso opposto.  Ma ogni angolo di Fano, da questo punto di vista, regala sorprese. Senza voler approfondire (volontariamente: servirebbe un articolo a parte) la situazione della parte sud della Sassonia dove, percorrendo via del Bersaglio, sembra di sfogliare un libro di Pasolini: campi lasciati nel degrado più totale incorniciate da una mega complanare parabolica. Della serie: quando sarebbe bastato un semplice sottopasso.

L’appello: la redazione di pu24 è aperta a ricevere segnalazioni e indicazioni, anche fotografiche, sulla viabilità fanese. Aiutaci a migliorare la tua città! Scrivi una mail a redazione@pu24.it

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