“Novanta insegnanti in meno: ci saranno molti disservizi”

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12 giugno 2012

ANCONA – Novanta insegnanti in meno assegnati alla dotazione organica di Personale docente della regione Marche per l’Anno scolastico 2012/2013 a fronte dell’incremento di 700 alunni della Scuola dell’Infanzia e di 400 nella Scuola Primaria.

Allarme scuola, 90 insegnanti in meno nelle Marche

Impossibilità ad avviare i Corsi serali; interruzione del funzionamento delle Scuole Carcerarie nelle Case circondariali di Ancona e Fossombrone (PU); classi “pollaio”; ri-orientamento degli studenti iscritti nelle Scuole Superiori. Questi gli effetti che si produrranno nel prossimo anno scolastico a seguito di una missiva firmata il 14 maggio scorso dal Capo del Dipartimento dell’Istruzione, Lucrezia Stellacci. Sicuramente un quadro drammatico che danneggia gli studenti, tiene a casa i docenti e disattende tutte le dichiarazioni a favore della formazione, dei giovani e della cultura che il governo di tecnici, per giunta docenti, ha fatto.

“Il rigore e la razionalizzazione imposti dal Governo Monti, ampiamente accettati dal Partito Democratico, non possono assolutamente tradursi in disservizio verso le comunità né possono essere contraddittori e lesivi per il diritto allo studio – sostiene Annalinda Pasquali, responsabile Istruzione e Università Pd Marche.

Pur essendo necessario e in parte condivisibile il richiamo a raggiungere l’obiettivo di contenimento della spesa – spiega la Pasquali – non si possono sottrarre da un anno all’altro unità di personale a una regione con la popolazione scolastica in crescita, né si può repentinamente richiedere l’annullamento di quanto fatto da un’istituzione periferica dello stato, la Soprintendenza scolastica, che ha già definito l’organico dell’Infanzia e della Primaria sulla base di chiare indicazioni, revocate dopo breve tempo dal Ministero”.

Secondo la responsabile del Pd “è inaccettabile il balletto di missive con cui si conferma e successivamente si nega un numero di docenti già insufficiente al fabbisogno regionale ed è gravissimo che, ancora una volta, non ci sia un comportamento lineare e coerente da parte del Ministero dell’Istruzione”.

Cambiano i ministri ma il nodo scuola, anziché sciogliersi resta sempre più aggrovigliato, con accorpamenti, tagli di risorse umane e finanziarie e si riconferma all’ultimo posto degli interessi e delle azioni del Governo oppure si fanno proposte che nascono già con copertura insufficiente, come la proposta del “merito”.

In conclusione “il taglio degli organici è un passo indietro su tutti i fronti: formazione, orientamento, qualità dell’apprendimento, occupazione e sostegno alle famiglie con figli sotto i tre anni. E ciò che colpisce e intristisce è il silenzio della stampa e dell’opinione pubblica, come se l’istruzione fosse un problema solo per gli addetti ai lavori o rientrasse nell’interesse di chi ne fruisce temporaneamente anziché un investimento per il futuro di tutti”.

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