Milano, o ferma Mc Calebb o rischia di essere travolta. Scariolo confida nel fattore campo

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13 giugno 2012

 

PESARO – Mentre le altre società pensano al futuro, ammesso e non concesso l’abbiano, Milano e Siena si accingono a disputare la terza partita della finale (al meglio delle sette!). Il basket italiano come la Nba. Non paga gli stipendi, non effettua i versamenti, manda via giocatori per liberare il monte salari, ma gioca sette partite. Roba che non può permettersi neppure la DBA, la Liga spagnola, il migliore campionato al mondo dopo quello statunitense, che non a caso già stasera – con gara 4 tra Real e Barça – potrebbe assegnare il titolo (le merengues conducono 2-1). E l’anno prossimo – campionato sulla carta a 18 squadre, ma non si sa quante si iscriveranno – tutti i playoff saranno al meglio delle sette partite. Presunzione, arroganza, superbia? Tutto un insieme, magari condito dalla solita follìa che accompagna il nostro paese, dove più che sui fatti si confida sullo stellone.

 

Sergio Scariolo

Scariolo, a Pesaro vinse uno storico scudetto a soli 29 anni

A Milano, stasera, si confida su altro, sul fattore campo che finora ha tenuto su la squadra di Scariolo, imbattuta nei quattro turni finora disputati – tra quarti e semifinali – sul parquet del Mediolanum Forum. Ma – con tutto il rispetto – Siena sembra un pochino più attrezzata di Pesaro e Venezia, che pure sono andate a un passo dall’espugnare Milano. Scariolo prova a dimenticarlo e alla vigilia di gara 3 (ore 20,30, diretta su Rai Sport 2, arbitri Cerebuch, Sahin e Begnis) confida nel campo e nel pubblico amico: “Il fattore campo è stato importante nelle prime due gare, dovrà esserlo anche nelle prossime due. C’è un giocatore che produce tra il 50 e il 60% del fatturato offensivo avversario e dobbiamo migliorare in questo. Non sono solo i punti, dobbiamo impedire che crei tutto lo scompiglio che ha creato nelle prime due partite. Dobbiamo fare più attenzione contro la loro difesa, migliorare le nostre percentuali di tiro. Siamo una squadra diversa rispetto a loro, non abbiamo chi assorba tanto protagonismo offensivo, ripartiamo di più e quindi dobbiamo essere più decisi e passarci di più la palla. Fotsis? E’ uno dei pochi che hanno l’esperienza per non esitare, quindi e’ chiaro che vogliamo recuperarlo”.
 Mc Calebb, il rebus da risolvere, l’uomo da fermare, o almeno da limitare, perché se Bo gioca così il rischio di un 4-0 è dietro l’angolo, anzi dietro il Forum.

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