Scavo Siviglia, il pagellone. Ultima puntata

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13 giugno 2012

Numero dodici: Marco Cusin (7.8 punti, 5.3 rimbalzi, 63.6% da 2), nei playoff (7.6 punti, 4.7 rimb. 63.6% da 2)

 

Voto: 7

 

Limitato da due infortuni muscolari che lo hanno tenuto fuori una decina di partite, Cusin si è confermato il miglior pivot italiano del campionato, grazie alle sue doti di saltatore (primo nelle stoppate) e alla sua velocità di piedi per finalizzare i numerosi pick and roll con Hickman o Cavaliero. Dotato anche di una discreta mano dai quattro metri, Cusin ha confermato i suoi limiti nel gioco spalle a canestro, situazione dalla quale difficilmente riesce a produrre un tiro pulito, trovandosi molto più a suo agio nel convertire in schiacciate gli scarichi in velocità dei suoi compagni, sarebbe potuto andare a rimbalzo con più regolarità soprattutto in fase offensiva, finendo invece spesso tagliato fuori dall’avversario diretto. In fase difensiva è stato decisivo nel chiudere le penetrazioni avversarie, creando un ombrello sotto canestro difficilmente perforabile.

 

 

 

Dove lo vedremo nella stagione 2012-13:

 

I pivot italiani sono sempre stati una merce rara in fase di mercato, lo sa la Vuelle che cercherà di confermarlo anche per la prossima stagione facendo valere l’opzione sul giocatore, ma lo sanno anche le altre squadre del nostro campionato, con Treviso e Cantù in pole position per assicurarsi le prestazioni del centro friulano. Se Pesaro non dovesse riuscire a trattenerlo, è ben avviata la pista che porta ad Andrea Renzi, quest’anno a Verona in Legadue, che coprirebbe le spalle ad un pivot comunitario.

 

Possibilità di rivederlo in maglia Vuelle: 50%

 

 

Numero quattordici: Simone Flamini (1.5 punti, 1.7 rimbalzi, 28.2% da 3), nei playoff (0.6 punti, 0.4 rimb.)

 

Voto: 6,5

 

Se esistesse il cambio volante come nella pallamano, con una squadra per l’attacco e una per la difesa, il voto per il capitano pesarese si alzerebbe ad un bell’otto e mezzo, ma il basket rimane un giochino dove conta fare canestro e, ogni anno che passa, Flamini si trova sempre più in difficoltà a produrre punti, con una fase offensiva nella quale spesso e volentieri possono passare intere partite senza che il maceratese effettui una sola conclusione verso il ferro avversario. Ma Simone rimane uno dei migliori difensori puri italiani, capace di marcare indifferentemente la guardia o il centro avversario, nelle buone difese predisposte da Dalmonte un contributo importante è arrivato dal capitano pesarese che ha permesso alla Scavolini Siviglia di non subire sui frequenti cambi difensivi. Le sue poche triple sono comunque arrivate nei momenti topici delle partite, dando spesso il la ai break decisivi per Pesaro, segnale del grande cuore che Flamini ha sempre messo fuori e dentro il parquet, dimostrandosi sempre di più integrato nella squadra dove ha esordito da juniores e nella quale ha raggiunto l’apice della sua carriera con la semifinale scudetto.

 

Dove lo vedremo nella stagione 2012-13

 

In scadenza di contratto, le due parti stanno cercando l’accordo anche per il prossimo anno, per un matrimonio che ambo le parti sarebbero felici di proseguire, Flamini è diventato in questi tre anni, uno dei giocatori più apprezzati dalla tifoseria pesarese, che riconosce al maceratese l’assoluto impegno che mette ogni volta che scende in campo, la sua permanenza a Pesaro sarebbe anche un simbolo di continuità in una formazione che l’anno prossimo vedrà molti volti nuovi nel proprio roster.

 

Possibilità di rivederlo in maglia Vuelle: 70%

 

Numero quindici: Daniel Hackett (11.0 punti, 24.6% da 3, 2.6 recuperi), nei playoff (12.1 punti, 36% da 3, 2.6 recuperi)

 

Voto: 8

 

 

Scavolini Siviglia-Avellino, Daniel Hackett

Daniel Hackett nella foto Marco Giardini

E’ stato l’anno della consacrazione per il prodotto dei campetti di Cristo Re, una stagione dove Hackett è stato l’indubbio trascinatore emotivo della Vuelle, dimostrando di aver raggiunto la piena consapevolezza nei suoi mezzi, rispetto all’annata passata ha diminuito la sua media punti – scesa da 14 a 11 – avendo capito che, in un roster cresciuto di livello tecnico, non gli si richiedeva più di essere la prima stella del firmamento, ma doveva affiancare e guidare i “tre tenori” americani. Migliorato anche in fase difensiva, dove può marcare indifferentemente i play o le guardie avversarie, nel finale di stagione ha aumentato sensibilmente anche le sue percentuali nel tiro da tre, passo fondamentale per diventare una delle prime cinque guardie a livello europeo, traguardo che Daniel potrà raggiungere continuando nella sua crescita tecnica ed emotiva.

 

Dove lo vedremo nella stagione 2012-13

 

Hackett sarà uno dei pezzi più pregiati del mercato estivo a livello europeo, gli squadroni di Eurolega sono in pole position per assicurarsi le sue prestazioni, dal Vitoria a Milano, dal Valencia a Siena, una guardia con le sue caratteristiche fa gola a molti, perché Daniel è uno dei pochi europei a poter reggere il confronto fisico e tecnico con le guardie provenienti dall’altra parte dell’oceano, non avendo paura dei contatti essendo il gioco in penetrazione uno dei suoi punti di forza. Sul suo attaccamento alla Vuelle non esistono dubbi, ma Hackett arrivato a 25 anni, ha il sacrosanto diritto di cercare il miglior ingaggio possibile in giro per l’Europa, non avendo più Pesaro la possibilità di pareggiare le offerte economiche che arriveranno, speriamo ancora in una scelta fatta con il cuore, ma anche se lascerà l’Adriatico avrà sempre la gratitudine dei suoi concittadini.

 

Possibilità di rivederlo in maglia Vuelle: 20%

 

Numero sedici: Tautvydas Lydeka, (7.9 punti, 5.4 rimbalzi, 62.2% da 2), nei playoff (5.8 punti, 3.1 rimb., 64.5% da 2)

 

Voto: 6,5

 

Ha dato il meglio di sé nei due periodi coincisi con l’infortunio di Cusin, come se partire in quintetto lo caricasse di responsabilità, mentre il suo rendimento è lievemente sceso quando è dovuto partire dalla panchina. Misteri della psicologia, perché il lituano si è comunque equamente diviso il minutaggio con il compagno di reparto per tutta la stagione, offrendo sempre un rendimento costante senza grandi acuti e poche partite sottotono, con il passare delle giornate è cresciuta l’intesa con i compagni che lo hanno cercato con insistenza a tre metri del canestro per poter concludere l’azione con poderose schiacchiate. Sono rimasti i suoi limiti tecnici come la difficoltà a giocare spalle a canestro e i pochi rimbalzi catturati rispetto alla sua stazza fisica, ma la sua professionalità non è mai stata in discussione.

 

Dove lo vedremo nella stagione 2012-13

 

Dopo i due anni trascorsi a Pesaro, è probabile che il lituano cerchi un’altra destinazione dove dimostrare le sue qualità, i lunghi con passaporto europeo rimangono appetibili per le squadre italiane e dopo Cantù e Pesaro, Lydeka potrebbe indossare la terza maglia italiana della sua carriera.

 

Possibilità di rivederlo in maglia Vuelle: 10%

 

Numero trentatre: Jumaine Jones (11.3 punti, 7.4 rimbalzi, 34.6% da 3), nei playoff (12.7 punti, 6.0 rimb. 40.8% da 3)

 

Voto 7,5

 

Sarebbe stato bello ingaggiarlo un paio di stagioni fa, quando il fisico del 33enne americano non era ancora logorato dagli infortuni delle ultime annate. Ma la classe di Jones è rimasta invariata, aumentata semmai con il passare del tempo, la sua partenza su passo incrociato rimane uno dei gesti tecnici più belli da vedere nel campionato, ha dovuto diminuire le conclusioni spalle a canestro, finendo per tirare più volte da tre che da due nel corso della stagione. Le sue triple prese da distanze variabili tra sette e nove metri, hanno entusiasmato il pubblico pesarese e, pur non essendo un saltatore puro, è stato il miglior rimbalzista della Vuelle. In difesa ha sofferto contro avversari più veloci, ma se particolarmente motivato dal duello, ha sopperito ai limiti fisici con marcature tecniche, da vecchio marpione del parquet.

 

Dove lo vedremo nella stagione 2012-13

 

Per rimanere in maglia biancorossa dovrebbe essere disposto a ridursi sensibilmente l’ingaggio percepito quest’anno, ma Jones ha ancora davanti a sé un paio di anni a buon livello e difficilmente accetterà di rimanere alla Vuelle a salario ridotto. Sarebbe un peccato perdere un atleta della sua classe, ma i tempi belli sembrano finiti.

 

Possibilità di rivederlo in maglia Vuelle: 15%

 

 

Numero ventitré: Arminas Urbutis (61 minuti, 15 punti)

 

Voto: Non giudicabile

 

L’acquisto di Urbutis nel mese di gennaio è stato il primo segnale del ridimensionamento economico della Vuelle. Ridotta a soli sette uomini la rotazione dopo l’infortunio che aveva tenuto Cusin lontano dal parquet per quaranta giorni, la società è stata costretta a tornare sul mercato, chiedendo direttamente a patron Scavolini di impegnarsi economicamente per coprire l’ingaggio – era il periodo in cui il presidente onorario era ricoverato all’ospedale dopo l’incidente in bici – Con i pochi soldi disponibili la scelta è ricaduta su questo ragazzone lituano di modeste doti tecniche visto qualche anno prima a Cantù, che non è mai entrato nelle grazie di Dalmonte, che ha preferito giocare con Jones da cinque tattico.

 

Dove lo vedremo nella stagione 2012-13

 

Difficilmente troverà un ingaggio in Italia dopo aver perso virtualmente un anno.

 

Possibilità di rivederlo in maglia Vuelle: 0%

 

 

Andrea Traini (20 minuti totali, 5 punti)

 

Voto: Non giudicabile

 

Sacrificato sull’altare degli otto uomini di rotazione, il giovane playmaker di Loreto è stato mandato a fine gennaio a Recanati in DNA, dove si è ben comportato dimostrando di essere pronto per ritornare alla casa madre.

 

Dove giocherà nella stagione 2012-13

 

Legato ancora da due anni di contratto con Pesaro, il suo ritorno in maglia biancorossa dipenderà dal tipo di squadra che la Vuelle riuscirà ad allestire e dalla voglia di Traini di dimostrare di voler diventare un vero giocatore professionista, unico atleta del vivaio pesarese a poter giocare nel massimo campionato, dove ha già dimostrato il suo valore.

 

Possibilità di vederlo in maglia Vuelle: 80%

 

Mirza Alibegovic, Matteo Cercolani, Lorenzo Tortù

 

Voto: Non giudicabili

 

Molto utili negli allenamenti, dove non hanno fatto mai mancare il loro apporto costringendo i titolari ad impegnarsi al massimo, non sono quasi mai scesi sul parquet, ritenuti troppo acerbi per competere nella massima serie. Purtroppo dal settore giovanile non stanno uscendo grossi fenomeni, anche se l’impegno di Spiro Leka, allenatore degli Under 19, rimane encomiabile.

 

Dove giocheranno nella stagione 2012-13

 

Alibegovic dovrebbe rimanere anche il prossimo anno, mentre Cercolani e Tortù dovrebbero essere mandati a farsi le ossa nelle leghe minori.

 

 

 

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