La rinuncia a Dalmonte è segnale di ridimensionamento

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15 giugno 2012

PESARO – Se vi serviva un segnale chiaro per certificare il ridimensionamento del budget per il prossimo anno da parte della Vuelle, la società ve lo ha fornito subito con la rinuncia a Luca Dalmonte, coach di Pesaro nelle ultime tre stagioni, mossa obbligatoria da parte del Consorzio che non vuole partire con il piede sbagliato spendendo soldi che attualmente non ci sono nelle casse della Victoria Libertas.

Scavolini Siviglia-Milano, Daniel Hackett e Luca Dalmonte

Daniel Hackett e Luca Dalmonte. Foto Giardini

Purtroppo, se non arriveranno in tempi brevi soldi freschi dagli sponsor che sono stati contattati (sembra che anche la Technogym abbia declinato l’offerta), questa mossa non sarà la sola, perché la scadenza del 30 giugno si avvicina e con essa le opzioni da far scattare per trattenere pedine fondamentali come Marco Cusin e lo stesso Daniel Hackett, disposto ad aspettare fino all’ultimo giorno segnali positivi dalla sua Alma mater, ma tentato fortemente dalle sirene spagnole che dal primo luglio faranno scattare un’asta per assicurarsi le sue prestazioni.

Si chiude “l’era Dalmonte”, perché di una vera e propria era si può parlare per il coach imolese, rimasto per tre anni consecutivi alla guida di Pesaro come non succedeva dai tempi di Agide Fava, impresa non riuscita neanche agli allenatori che vincevano gli scudetti come Bianchini o Scariolo o che portavano in alto il nome della Vuelle in Europa come Melillo e Crespi.

Non sono stati tre anni tranquilli, passati tra malumori della piazza che rimproverava a Dalmonte una scarsa attitudine a prendere decisioni rapide quando le partite lo richiedevano, a dissidi con le “stelle” della squadra, come gli ultimi mesi di convivenza con Marques Green trascorsi praticamente da separati in casa. Le prime due stagioni hanno portato due decimi posti, francamente deludenti con il mancato approdo ai playoff e la sconfitta alle Final Four di Eurochallenge, mentre l’annata appena trascorsa ha visto la Scavolini Siviglia ritornare nei quartieri alti della classifica: dopo un inizio travagliato culminato con la netta sconfitta a Teramo, Dalmonte è salito sul banco degli imputati con parte della tifoseria che ne richiedeva l’esonero. Fondamentale la vittoria di Cremona preludio di una serie di successi che ha portato Pesaro fino al secondo posto al termine del girone d’andata, è stato proprio nel mese di dicembre che giocatori e allenatore si sono chiariti, con Jones e Hackett ad assumersi i ruoli di leader sia in campo che dentro gli spogliatoi, una volta definite le gerarchie la squadra si è stretta intorno all’allenatore finendo in un crescendo che ha portato la Vuelle ad un passo dalla finale scudetto.

Autodefinitosi un aziendalista, Dalmonte non ha mai messo in discussione le scelte societarie cercando di ricavare il meglio dal materiale umano messogli a disposizione, senza pretendere ingaggi o tagli di giocatori, ma adeguandosi di anno in anno alle decisioni prese in fase di mercato.

Adesso si apre il toto-allenatore per la prossima stagione, consapevoli che il budget a disposizione per l’ingaggio del nuovo coach (50.000 euro?) non attirerà nomi altisonanti ma lo si dovrà cercare nell’ampio mercato della Legadue, tra giovani ansiosi di fare le prime esperienze ad alto livello o tra allenatori alla ricerca di un rilancio dopo annate non proprio esaltanti. I primi nomi? Giulio Griccioli da Scafati, Alessandro Ramagli e i pesaresi Sacco e Ticchi. Da non trascurare anche la posbile promozione di Badioli come head-coach.

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