Confartigianato dà voce agli artigiani del tartufo

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22 giugno 2012

PESARO – La Confartigianato Imprese Pesaro e Urbino settore enogastronomia interviene nella questione dei tartufi taroccati. Vittorio Peli, responsabile del settore, sottolinea che “l’obiettivo della nostra categoria è fornire al consumatore una maggior conoscenza del tartufo in modo da poterlo conoscere ed apprezzare autonomamente”.

46° Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna, tartufo nero

Uno stand della Fiera del tartufo bianco di Acqualagna (foto Marco Giardini)

“Accogliamo favorevolmente le verifiche e i controlli da parte degli organi di vigilanza, perché sono lo strumento adeguato per la tutela delle imprese che operano con correttezza – dichiara Giancarlo Marini, titolare della Marini & Azzolini tartufi di Acqualagna, – per questo insieme ai miei colleghi imprenditori spendiamo il nostro nome e la nostra faccia come migliore garanzia”.

I giovani Imprenditori Simone Urbinati e Pamela Fattori, titolari di ItaliaTartufi di Cagli aggiungono: “Con l’aiuto dell’Associazione vogliamo contribuire a incrementare la cultura del prodotto a chilometro zero, privilegiando il tartufo di questo territorio, per la tutela e la valorizzazione della realtà in cui é radicata la nostra azienda”.

Prosegue Ravaldo Longhi, titolare della Longhi tartufi di Urbania: “Troviamo inappropriato colpire la categoria in modo indiscriminato, ci troviamo di fronte a un fatto episodico ed isolato, che rischia di scatenare una caccia alle streghe. Il tartufo è un prodotto di nicchia per la sua specificità e peculiarità, è assurdo che possa essere soggetto a frodi e sofisticazioni che portano soltanto ad un danno d’immagine e al depauperamento di un settore che alimenta posti di lavoro, e che porta sulle tavole uno dei simboli di eccellenza del territorio”. “E’ inverosimile – e continua – poter competere sul mercato con concorrenti che adottano pratiche scorrette e che possono permettersi di giocare con i prezzi soltanto perché spacciano un prodotto per ciò che in realtà non è”.

“Rispetto alla vicenda penso che ognuno è cosciente delle proprie azioni – conclude Maurizio Bernardini, titolare della T&C tartufi di Acqualagna – per cui non ci sentiamo di giudicare le aziende coinvolte, piuttosto di valorizzare quelle che vogliono acquistare, concretizzare ed accrescere la fiducia dei loro clienti. Conoscere i responsabili non significherà sottoporli ad una gogna mediatica, ma sarà utile alla tutela della categoria, per sgombrare il campo da dubbi, insinuazioni e giudizi insensati”.

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