Edilizia allo stremo, si risparmia sulla pelle delle imprese

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3 luglio 2012

Cantiere lavoro

PESARO – “E’ noto come la crisi dell’edilizia stia producendo nella nostra provincia gravi conseguenze per il sistema delle imprese. Un settore da sempre fondamento della economia del nostro territorio si trova a fronteggiare difficoltà mai viste prima e che incidono fortemente sul mercato e sulla competitività lasciando spazio ad un imprenditoria a volte improvvisata”.

Inizia così una nota congiunta di Ance Pesaro e di Filca-Cisl, Feneal-Uil, Fillea-Cgil, a firma di Gianfranco Santilli, Giovanni Giovanelli, Vito Adragna e Fausto Vertenzi, segretario Fillea-Cgil, che continua così: “L’attenzione dei costruttori è massima su ogni opportunità di lavoro che si presenti. Tutte le imprese condividono con i sindacati l’impegno di tenere in piedi la propria organizzazione e, a volte, per non disperdere la professionalità acquisita in tanti anni, cercano di mantenere gli operai lavorando sotto costo.

Quello che preoccupa e che denunciamo è il comportamento della committenza pubblica e privata che di questa situazione approfitta e assegna lavori con ribassi anomali anche se ritenuti congrui perché presentati ormai sempre da un numero più alto di aziende. Ma questa uniformità non può essere considerata la normalità!

E’ solo il segno tangibile della crisi perché il sotto costo si può praticare o risparmiando sui materiali – perché si hanno condizioni di acquisto favorevolissime o non si pagano i fornitori – o sulla mano d’opera – non pagando i contributi e stipendi – o sulla organizzazione di cantiere cioè sulla sicurezza.

La committenza, pubblica e privata e i tecnici consulenti progettisti, spesso superficialmente e a nostro parere irresponsabilmente, mettono in gara opere con listini già deprezzati ai quali, si devono aggiungere ribassi spesso superiori al 25% e ciò porta ad offerte insostenibili. Rare le gare con la procedura dell’offerta economicamente più vantaggiosa con la quale si potrebbe avere maggior controllo sui parametri di realizzazione delle opere.

Il concetto del risparmio è molto labile ed è necessario fare molta attenzione come e su cosa si risparmia. Quando si risparmia sulle opere pubbliche o di pubblico servizio è necessario tenere presente l’esigenza della prestazione che, in questi casi, deve soddisfare la collettività.

Al contrario, offerte a rischio rappresentano per la collettività un rischio vero perché si troverà a breve a rimettere le mani sulle opere e dunque a spendere altre risorse oppure – e accade spesso – con i cantieri abbandonati.

E’ vero che i tempi son cambiati e l’austerità è d’obbligo ma non si risparmia sul lavoro.

Progetti essenziali, prezzi di mercato, gare corrette, offerte congrue, queste sono le nuove regole della crisi se vogliamo cambiare e diventare più europei. Ogni altra giustificazione è uno schiaffo alle imprese oneste e ai loro operai, una mortificazione alla nostra economia.

Per questo i costruttori pesaresi e i sindacati che rappresentano le maestranze chiedono agli enti locali, agli enti pubblici, agli enti di diritto pubblico, agli enti fornitori di servizio pubblico, ai committenti, più attenzione, più rispetto e più considerazione della nostra imprenditoria a cui da sempre è riconosciuta serietà e affidabilità e ,con comportamenti virtuosi di supporto, va assicurato un futuro”.

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