Il Pd di Fano si esprime su ASET S.p.A. e ASET Holding

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3 luglio 2012

di Cristian Fanesi*

FANO – La delibera di Giunta su “ASET” che domani sera il Consiglio Comunale è chiamato ad approvare, se da una parte prevede la cessione della gestione del servizio idrico integrato da ASET SPA alla Holding di proprietà principalmente del Comune di Fano ma anche di altri comuni dell’entroterra cittadino, dall’altra prevede anche la possibilità di:

Festa PD Nazionale

Bandiere del Pd (foto Giardini)

a) collocare sul mercato mediante gara a doppio oggetto almeno il 40% delle azioni di ASET spa mediante gara ad evidenza pubblica;

b) autorizzare il sindaco ad avviare eventuali verifiche relative ad una fusione per incorporazione di ASET Spa con altra compagine societaria.

Da principio evidenziamo l’inadeguatezza del metodo usato per trattare un tema così delicato ed importante non solo per il futuro delle società ma anche per il futuro di centinaia di dipendenti che lavorano o collaborano in ASET. Non tanto perché la delibera è apparsa improvvisamente alla discussione del consiglio ma anche perché la discussione meritava approfondimenti in consiglio comunale ed in commissione che non ci sono stati se non a ridosso del consiglio. Ma anche e soprattutto perché le operazioni proposte dovevano essere concordate o comunque discusse con i sindaci soci della S.p.a. e della Holding.

Se Fano deve essere (come noi riteniamo debba) punto di riferimento per tutto l’entroterra non può isolarsi così e predisporre veri e propri blitz alle spalle anche degli altri soci pubblici.

Inoltre la delibera è sbagliata perché non contiene alcuna garanzia sui percorsi di integrazione, non contiene alcuna garanzia per il personale ma lascia solamente “carta bianca” ad un Sindaco a fine mandato che su ASET ha dimostrato nel tempo di cambiare idea più e più volte anche nell’arco di poche settimane. Carta bianca che nessuno può lasciare in queste condizioni.

Il Partito Democratico di Fano è favorevole ad un percorso di integrazione con realtà simili alla nostra capaci insieme ad ASET di creare sinergie. E’ anacronistico il voler rinchiudersi ai confini comunali. Andava bene in altre fasi storiche, oggi occorre pensare alla gestione dei servizi pubblici locali che abbiano una dimensione minimo provinciale ma meglio ancora se regionale.

Siamo vicini ai lavoratori giustamente preoccupati che dopo lo scientifico “spezzatino” fatto di ASET S.p.A., ad esempio con la cessione del ramo gas, ora l’azienda valga molto meno che in passato quando una fusione con l’azienda pesarese sarebbe stata “alla pari”. Lo “spezzatino” è invece solo servito per moltiplicare i posti in consigli di amministrazione e creare strutture amministrative esagerate.

Il sospetto che abbiamo, è che dietro questa operazione ci sia solo la necessità di fare cassa per rientrare nei parametri del patto di stabilità per gli enti locali. Insomma si vende ASET solo per portare nelle casse del Comune di Fano soldi necessari a fare quel minimo di asfaltature e piccole manutenzioni, per tagliare qualche nastro e provare a far dimenticare alla città 8 anni di fallimenti ed inoperosità. Il tutto sopra la testa di centinaia di lavoratori e di tutti i cittadini.

*segretario del Pd di Fano

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