Ricci, lezioni alla Gelmini

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3 luglio 2012

ROMA – Matteo Ricci stamane ha partecipato a Omnibus, il contenitore mattutino di politica, attualità e cultura de La7 condotto da Andrea Pancani. In studio, oltre al presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, anche Maria Stella Gelmini (Pdl), Dario Galli (Lega), i giornalisti Franco Bechis (Libero) e Lina Palmerini (Sole 24 Ore), lo scrittore Alessandro Rimassa.

Matteo Ricci

Matteo Ricci, il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino

Ricci, prendendo parte all’ennesima trasmissione a respiro nazionale per dar voce alle istanze dei nostri territori, ha replicato alla Gelmini, che aveva difeso l’operato del governo Berlusconi di cui era parte come ministro dell’istruzione. “Per anni ci hanno raccontato che la crisi era psicologica – ha tuonato il presidente – che l’Italia stava meglio di altri, che i conti erano a posto. E che i ristoranti erano pieni”. E poi ancora: “Sentire lezioni da chi è stato al governo fino a pochi mesi fa e non ha prodotto nulla in termini di crescita e rigore sembra incredibile”.

Matteo Ricci si ha anche detto che “dobbiamo evitare l’aumento dell’Iva perché la recessione è forte e i dati sulla disoccupazione giovanile dimostrano che dobbiamo cambiare passo. Vanno evitate manovre repressive. Io però sono preoccupato, perchè dentro la spending review non ci sono elementi di grande innovazione. E rischiamo di avere solo tagli orizzontali”.

A proposito di tagli, il presidente ha parlato di sanità (“Tagliare su di essa in modo sconsiderato non è giusto per la coesione e la qualità della vita”) ed enti locali. “Se si continua a tagliare su enti locali – ha detto – si continua a rinunciare alla crescita. Comuni, Province e Regioni sono diventati soggetti che deprimono l’economia locale. Il Patto di stabilità ritarda i pagamenti alle aziende: meno risorse bloccano investimenti”.

“Il decreto Salva Italia – ha continuato – prevede Province come enti di secondo livello. Il tema dell’accorpamento è la proposta più seria perché non riguarderebbe l’ente Provincia ma almeno 18 strutture territoriali dello Stato, che sarebbero organizzate su meno province. E questo nel medio-lungo periodo può generare risparmio”.

Poi è entrato nello specifico dei nostri territori: “Per 30 anni la provincia di Pesaro e Urbino non ha conosciuto disoccupazione. Ora siamo davanti a questione nuova: nonostante la disoccupazione sia inferiore alla media nazionale, l’effetto psicologico è dirompente. La gestione del fenomeno è complessa anche dal punto divista sociale e relazionale”.

Ricci e il governo Monti: “Per settimane abbiamo auspicato non solo rigore ma anche crescita da Monti e altri leader europei. Sarebbe assurdo che adesso, mentre discutiamo di spending review, noi stessi parliamo solo di rigore senza crescita. Occorre evitare azioni che hanno effetto depressivo sull’economia, altrimenti non ci sarà né crescita né lavoro. La crescita riparte con investimenti che possono venire anche da enti locali, per ridare lavoro alle piccole imprese. Serve più equità. In questi anni chi era ricco è diventato sempre più ricco, mentre chi era povero, oggi lo è ancora di più. La classe media è scivolata verso il basso. Non possiamo continuare a chiedere sacrifici solo ai ceti medio-bassi”.

“Dobbiamo far ripartire i consumi interni – ha concluso Matteo Ricci – ridando potere di acquisto ai ceti medio-bassi. Affrontiamo la questione dal punto di vista dell’equità, per giustizia sociale e crescita. Chi ha di più, deve dare di più. La patrimoniale sui capitali scudati esteri? Sono favorevole”.

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