Hackett, le domande del tifo e le occasioni da non perdere

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4 luglio 2012

PESARO – “Ma come è andato via anche Hackett?” “E’ vero che Daniel va a giocare a Siena?” “Ma allora facciamo una squadra più scarsa dell’anno scorso?” “Non si doveva fare l’Eurolega?”.

Sono sole alcune delle tante domande che ci siamo sentiti rivolgere in queste ore, dopo l’ufficialità dell’ingaggio da parte della Montepaschi Siena del miglior giocatore italiano delle ultime due stagioni, con un contratto biennale.

 

Scavolini Siviglia-Milano, Daniel Hackett

Hackett, durante Scavolini Siviglia-Milano. Foto Giardini

A parlare è l’altra metà dei novemila che hanno riempito l’Adriatic Arena giusto un mese fa nella semifinale con Milano: ci sono i 4000-4500 fedelissimi che compongono lo zoccolo duro della tifoseria e che ogni anno rinnovano quasi tutti l’abbonamento e che ogni giorno seguono le vicissitudini della Vuelle sui quotidiani e sui siti online. Poi ci sono gli altri quattromila, appassionati ma non tifosi sfegatati, che si presentano al palazzo per le partite più importanti e si informano saltuariamente sugli eventi del basket pesarese. Loro sono rimasti ancora con la mente alle ultime partite, alla squadra che aveva fatto tremare la grande Milano griffata Armani e che si era conquistata sul campo il diritto di partecipare ad una coppa europea, pensavano che con qualche piccolo ritocco la nuova Scavolini Siviglia fosse pronta ad impensierire i quartieri alti del basket italiano.

Invece, come ci ricordano tutti i giorni i vari comunicati che arrivano dalla dirigenza biancorossa, i soldi disponibili per la prossima stagione si sono ridotti in maniera drastica, dimezzando il budget e le ambizioni della Vuelle alla ricerca di nuovi sponsor, se il 15 luglio dalla Siviglia Wear di Bianchetti non arriveranno notizie positive sulla disponibilità economica.

Impossibile trattenere Daniel Hackett in queste condizioni, sarebbe stato complicato firmarlo anche in una situazione migliore perché non puoi negare ad un ragazzo che ancora deve compiere 25 anni il diritto sacrosanto di proseguire nella sua crescita tecnica, approdando in una formazione come quella senese che anche se in fase di rinnovamento, rimane sempre un punto di riferimento per la serietà e l’impegno profuso.

Nel cuore di Daniel e di tutti i tifosi che in questi due anni lo hanno conosciuto ed amato, c’è la speranza di rivedersi tra un paio d’anni per ricominciare un rapporto che 24 mesi di lontananza non potranno mai chiudere definitivamente.

Partiti tutti i pezzi migliori, non sarebbe male iniziare a guardarsi intorno per non lasciarsi sfuggire le piccole e grosse occasioni che il mercato propone, da Milano che ogni giorno acquista un nuovo giocatore spendendo i milioni di euro che Giorgio Armani ha messo a disposizione, sono in uscita un paio di giovani interessanti come l’italo argentino Juan Fernandez, 22enne ala di 193 cm con passaporto italiano che Milano non può trattenere dopo l’acquisto dell’oriundo David Chiotti, il gm milanese Pascucci lo sta offrendo a formazioni di seconda fascia per fare maturare il giocatore, già campione del mondo con la nazionale juniores argentina, Pesaro potrebbe sfruttare il canale preferenziale con lo staff milanese per cominciare a riempire un roster ancora vuoto in maniera preoccupante.

“Ma lo sanno che se non si fa una squadretta decente, gli abbonamenti caleranno un bel po’?” “Almeno Cavaliero e Flamini rimarranno per dare un minimo di continuità?” “Non sarebbe il caso di mandare qualcuno negli States per prendere un paio di americani discreti?” Continuano a farci domande alle quali non siamo in grado di rispondere.

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