Lavorano in nero pur essendo in cassa integrazione

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4 luglio 2012

PESARO – Truffa ai danni dell’Inps. L’hanno scoperta i militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Pesaro, nell’ambito di una verifica fiscale eseguita nei confronti di un’impresa operante nell’entroterra pesarese. L’attività ispettiva ha permesso di accertare che, per gli anni 2010, 2011 e 2012, l’azienda in questione ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali appositi accordi per la cassa integrazione ordinaria, con i quali è stata stabilita una percentuale di riduzione dell’orario di lavoro dei propri dipendenti da 40 a 0 ore settimanali. Questa riduzione è stata integrata, poi, dai contributi erogati dall’Inps. Di contro, documenti amministrativi extracontabili, acquisiti presso la predetta azienda, hanno messo in luce, per gli anni 2010, 2011 e 2012, che la società ha omesso di contabilizzare migliaia di ore lavorative per rilevanti importi, corrisposti “fuori busta” al personale, che risultava in cassa integrazione guadagni ma, in realtà, prestava la sua opera lavorativa all’interno dell’impresa verificata.

Guardia di Finanza

Finanza in azione

Il comportamento tenuto dall’imprenditore ha fatto scattare, oltre alle sanzioni di carattere amministrativo ai fini previdenziali e assistenziali, la denuncia alla competente Procura della Repubblica dello stesso e di 18 dipendenti, per truffa aggravata nei confronti dello Stato, per contributi già percepiti, reato che prevede la reclusione sino a sei anni.

Non solo. Sono state contestate anche sanzioni ai fini amministrativi per ulteriori violazioni riscontrate ai fini fiscali per l’omesso versamento dell’Iva, Irap e Irpef., ammontanti ad un totale di oltre 500mila euro.

Dall’inizio dell’anno, diverse sono state le truffe scoperte ai danni dell’Inps, che hanno condotto alla denuncia di 31 persone, responsabili, a vario titolo, del reato previsto e punito dall’articolo 640 bis del codice penale, di cui 28 dipendenti e 3 imprenditori.

Tale azione di servizio ha permesso di accertare un’evasione alle imposte per oltre un milione di euro.

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