Nicolini: “A Colbordolo la raccolta dei rifiuti va migliorata”

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5 luglio 2012

COLBORDOLO – Carla Nicolini, consigliere comunale di minoranza a Colbordolo, punta il dito sui problemi del servizio di raccolta dei rifiuti da parte di Marche Multiservizi e sul progetto della differenziata nel territorio.

Carla Nicolini

Carla Nicolini, consigliere comunale di Liberi per Colbordolo

“Ho già presentato alcune interrogazioni in merito e mi sono confrontata con l’Ufficio Tecnico del Comune e con i responsabili di Marche Multiservizi ma purtroppo i disagi permangono – afferma Carla Nicolini – Tutto ha avuto inizio nei primi mesi del 2010 quando l’azienda che gestisce il servizio di igiene urbana ha dato il via, con l’avvallo delle amministrazioni, al progetto di potenziamento della raccolta differenziata. Un progetto, è sempre bene ricordarlo, finanziato con i nostri soldi, perché da allora (era già scritto nero su bianco) la bolletta è aumentata di circa il 20% e con essa sono aumentati anche i problemi. Il primo che vorrei evidenziare è quello del lavaggio dei cassonetti. Soprattutto in queste settimane di caldo afoso i contenitori diventano insopportabilmente maleodoranti e si registra sempre più spesso la presenza di vermi al loro interno dovuta alla veloce putrefazione del rifiuto. Più volte ho richiamato gli uffici preposti per porre rimedio al problema e devo contestare la loro risposta che assicurava un lavaggio mensile. Non sempre è così e comunque, durante la stagione estiva non è affatto sufficiente. Il lavaggio inoltre è un servizio che Marche Multiservizi ha subappaltato (almeno nella nostra zona) e quindi non riesce evidentemente a garantire un controllo diretto. I cassonetti si sono trasformati da contenitori di rifiuti a rifiuti essi stessi in preoccupanti condizioni igieniche”.

“La raccolta differenziata poi (e qui il secondo disagio) – incalza il consigliere comunale di Colbordolo – non è ancora stata compresa in maniera dettagliata e funzionale da tutti i cittadini, specialmente quelli più anziani. Spesso li vediamo di fronte ai contenitori in evidente difficoltà senza sapere bene dove depositare cosa. Ho più volte richiesto che la campagna di sensibilizzazione e di educazione alla differenziata venga riproposta nel territorio e ci sia un maggiore impegno sia di Marche Multiservizi sia del Comune per fare in modo che tutti (in particolar modo chi ha più difficoltà) riescano a capire il senso del progetto e il corretto utilizzo dei cassonetti. Tra non molto, anche nel nostro Comune, scatteranno i controlli (e le eventuali multe) per chi non rispetta le regole della raccolta differenziata ma io sono sempre stata dell’avviso che prevenire è meglio che curare e quindi un’ulteriore sensibilizzazione è necessaria e dovuta. La terza problematica riguarda invece la scelta di bloccare l’apertura dei cassonetti dei rifiuti indifferenziati limitandone l’utilizzo ad una più ristretta finestra nella parte alta. Ciò è stato fatto per spingere ancora di più le famiglie a fare la differenziata. Giusto! Ma purtroppo dobbiamo ancora fare i conti con qualcuno che non vuole collaborare e lascia a terra, vicino ai cassonetti, rifiuti più o meno ingombranti che non è riuscito a depositare nel contenitore.

Chiaramente il gesto va condannato ma non mi spiego perché poi dobbiamo essere costretti a vedere quei rifiuti “sostare” per giorni e giorni a cielo aperto senza che nessuno faccia niente. E’ vero che il camion di raccolta non puo’ farsi carico di quel materiale ma è altrettanto vero che potrebbe segnalare la situazione a chi di dovere per un passaggio successivo. E’ mai possibile che a Marche Multiservizi debbano sempre attendere la telefonata del cittadino prima di intervenire?”

Nicolini conclude: “Mentre sui giornali leggiamo continuamente i toni trionfalistici di manager e amministratori sulle quote di raccolta differenziata (ricordo ancora, raggiunte grazie ai nostri soldi) nella realtà le piccole grandi cose da migliorare sono ancora tante. I servizi pubblici non possono essere limitati a numeri, dividenti, percentuali e piani industriali ma necessitano di un maggiore contatto con il territorio, con i cittadini che, tra l’altro, pagano bollette sempre più salate”.

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