Arriva i-sosta. E il parcheggio si paga col cellulare

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6 luglio 2012

PESARO – Ineluttabile assioma cartesiano. Se metti più soldi, torni quasi sempre prima finendo per donare alla gloria l’euro che ti sarebbe servito per il caffè o il carrello della spesa. Se ne metti di meno c’è sempre qualcosa che ti fa ritardare rimanendo, così, tutto il tempo con la paranoia. Mi faranno la multa? Passeranno a controllare? E così, al ritorno, sempre che si riesca a ritrovare l’auto al primo colpo, ti allunghi il collo come una giraffa sperando che sul parabrezza non ci siano foglietti sospetti. Senza contare la ricerca di chi vende grattini o dei parcometri che fanno lo scontrino. E se poi ti accorgi che gli spicci non ti bastano? Problemini, certo, ma quotidiani e ripetitivi. E anche un euro in più in tasca, di questi tempi, è ben accetto.

Un momento della conferenza di presentazione del progetto

Ecco la rivoluzione, preparatevi a dire addio a grattini e scontrini: a Pesaro, da settembre, arriva il pagamento della sosta tramite cellulare. E con diverse novità incorporate. La prima: si pagherà al centesimo il tempo della sosta effettuato. Potrà essere pagato sia tramite smartphone che tramite cellulare di vecchia generazione. Ovviamente, almeno per un lungo periodo, non è prevista la soppressione di grattini e scontrini che resteranno comunque attivi e saranno utilizzabili di pari passo al nuovo modo di pagare.

Con ordine. La nuova metodologia, in collaborazione con Pesaro Parcheggi, PluService.net e Comune di Pesaro, affonda le radici in un progetto nato nel 2006. Allora fu sospeso dopo qualche mese, oggi ritorna anche grazie alla massiccia diffusione dei cellulari e, soprattutto, degli smartphone (utilizzato dal 42% della popolazione in Italia).

 

“Quel know-how non è stato perso ma utilizzato per realizzare questo nuovo progetto – ha spiegato Pesaro Parcheggi, rappresentata dal presidente Viggiani e dal direttore Montanari – con due caratteristiche nuove. Lo sforzo è quello di utilizzare il cellulare per tutto, ricarica compresa. Se hai lo smartphone, abbiamo creato l’app i-sosta. Il cittadino che si è registrato nel Comune di Pesaro potrà utilizzarlo anche negli altri comuni che aderiranno a questo progetto che, ci auguriamo, avrà respiro regionale”.

Si usa molto semplicemente: si attiva l’applicazione appena parcheggiata l’auto e si riclicca l’applicazione quando si va via. Si pagherà quindi la sosta effettiva. Stai 5 minuti? Paghi 5 minuti. Non solo: si potrà pagare anche per periodo di tempo ed essere avvertiti in caso di scadenza del tempo stesso di sosta con la possibilità, così, di prolungarla.

Con questa app o applicazione che dir si voglia, scaricabile sullo smartphone non ci sono costi aggiuntivi. Tramite cellulare di vecchia generazione, invece, il servizio funziona con il no-call: ovvero, un numero (che sarà scritto sui cartelli dei parcheggi) da chiamare e che dopo due squilli, senza far spendere nulla, farà cadere la telefonata registrando il vostro numero (riconducibile alla targa dell’auto). Idem, quando sarà il momento di lasciare il parcheggio. Senza scatto. Senza addebiti. Il sistema riconosce il numero e quindi la targa. Per bloccare la sosta, si richiama. Sarà comunque sempre attivo un call center per eventuali spiegazioni.

 

Il servizio costerà 50 centesimi per 30 giorni, ma solo nel mese che viene utilizzato (più, ovviamente, di volta in volta, al costo del parcheggio). Ad esempio, se per tutto giugno non si viene a Pesaro e di conseguenza non si utilizzano i parcheggi, non si pagheranno i 50 centesimi.

 

“La fregatura non c’è” ha spiegato il sindaco. “E questo è un sistema che può essere utilizzato su più auto diverse – ha rimarcato -. Si ricarica in tabaccheria, si può verificare quanto si spende. Oppure si fa direttamente addebitando il contro sulla carta di credito e, anche qui, si può utilizzare su più auto”.

 

Ovviamente, prima si dovrà effettuare una registrazione. Come funziona? Prima compilando i dati identificativi (nome, mail, targa auto) e poi ricaricando il servizio via internet tramite il sito di Pesaro Parcheggi o strutture Sisal. La ricarica è gratuita ovunque meno che alla Sisal. Alternativa è l’addebito in conto: quindi non tramite ricarica ma con la banca. E’ previsto un codice si sicurezza in caso di smarrimento del telefono.

Si tratta del primo sistema di mobilità in rete: in un futuro prossimo la stessa metodologia potrebbe essere utilizzata anche in altri comuni.

“Ora, ci sono due mesi di prova – ha spiegato Giorgio Zanetti, direttore di PluService.it – il servizio sarà testato su 50 cellulari che conosciamo, a partire dalla prossima settimana di luglio. Se tutto andrà bene si aprirà al pubblico, su tutta la città, il 15 settembre”.

 

L’assessore Biancani: “E’ una svolta nei rapporti tra amministrazioni e cittadini, con questa nuova piattaforma si agevola il servizio ai cittadini. Sarà da stimolo ad altre attività. Razionalizza le spese dei cittadini: si paga il tempo effettivo della sosta, potendo allungare dal cellulare la sosta o pagando dopo l’effettivo tempo di durata. Gli alberghi, per esempio, potrebbero fornire questo servizio pagandolo ai proprio clienti”

Il presidente della Pesaro parcheggi Viggiani: “Da 6 mesi a questa parte ci siamo ripresi un’idea nata anni fa. A livello nazionale e internazionale siamo innovativi”.

“Unico limite? La batteria del cellulare” ha scherzato il sindaco, ricordando che comunque resteranno attivi i grattini e i parcometri. Ma anche i vigili, che controlleranno sul computer l’avvenuto servizio dopo aver scansionato la targa dell’auto, potranno usufruire di questa nuova tecnologia.

Un commento to “Arriva i-sosta. E il parcheggio si paga col cellulare”

  1. michele scrive:

    Rivoluzione??? alla buon ora lavoro a Sofia e qui da circa 7 anni si pagano i parcheggi con il cellulare.. ;o)
    Spiace dirlo ma per certe cose siamo piu’ indietro di un paese che consideriamo di serie B senza parlare delle connessioni Internet qui ovunque vai (bar risporanti caffe’) hai wirless libero e gratis… Ma sono Innamorato dell’Italia e anche dei suoi “difetti”

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