E il borgo di Candelara si illumina della Luce… dei paesaggi

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6 luglio 2012

CANDELARA – Venerdì 29 giugno, alle ore 21.30, presso il giardino di San Francesco, nel borgo murato di Candelora, è stata inaugurata la seconda edizione della mostra “Luce”, dedicata quest’anno alla celebrazione del tema del paesaggio. La mostra è stata promossa dalla Pro Loco di Candelara ed è firmata da Lorenzo Fattori, con la collaborazione Gilberto Grilli.

Dipinto Luce

Il paesaggio nella storia dell’arte è stato presente a partire dal XIII – XIV secolo finché nel XVII secolo è diventato un genere autonomo che ha attratto fortemente l’animo degli artisti. In mostra 50 pittori e tre scultori che hanno interpretato nelle loro opere il modo di intendere il paesaggio e, soprattutto, il ruolo della luce in esso. Il paesaggio dagli artisti è stato interpretato in maniera figurativa o astratta, ma c’è anche quello urbano, intimista, immaginario, celeste, astrale, religioso, impressionista ed espressionista. Il paesaggio è una componente fondamentale della nostra esistenza, un bene culturale condiviso; esso evoca in tutti noi un forte fascino ed ha costituito in passato e rappresenta tuttora per gli artisti una fonte infinita a cui ispirarsi. Il paesaggio può essere inteso secondo le particolari declinazioni di chi lo vive e rappresenta e può anche condizionare le persone che lo vivono e la loro quotidianità.

La mostra si apre con due opere ad olio di Egizia Bazicalupi Bargossi e Ginetta Talevi, due insegnanti dell’Istituto Artigiane Cristiane di Candelara che alla sera, dopo aver passato il giorno ad insegnare alle giovani, a tessere ed il taglio e cucito, si dilettavano a dipingere soprattutto nature morte e paesaggi, una pittura semplice ma che rimane quale testimonianza di un passato del nostro territorio. Chi entra nella sala del Capitano trova come prima opera una finestra dipinta della serie “recupero rurale” di Agrà (Natale Patrizzi); tra le scuole pesaresi in mostra quella del maestro Franco Fiorucci (di cui sono presenti due piccoli acquarelli) e AIIA di Candelara. Dalla città di Fano due artisti: Alessandro Tonti (una marina caratterizzata da una forza primordiale) e Pierluigi Piccinetti con una tela della serie “Geografie dell’anima” dove una natura morta si trasforma in un paesaggio frutto delle esperienze dell’artista. In mostra anche un piccolo disegno realizzato con il flo master del maestro Pietro Annigoni. Nella sala dell’orologio sono esposte anche opere di due suoi allievi: Silvestro Pistolesi e Luigi Falai. Al centro di questa sala una bellissima scultura di Giovanni Gentiletti “Meridiana Fossile”, realizzata in rame, rappresenta un bellissimo paesaggio stilizzato: si tratta di un’opera insolita ed inedita del maestro. Altri due scultori completano il percorso: Carlo Mari con una veduta di un mercato cittadino e Franco Terenzi con la sua opera “XI settembre e poi…” opera che invita a una profonda riflessione partendo dall’immagine delle due torri distrutte. L’opera pittorica “la danza del condominio” di Roberto Fontirossi è invece una bellissima ballata di personaggi che ci riporta ad un angolo di città in festa; il tondo colorato di Luca Alinari ci riporta invece nella vita di un paese di campagna in cui il centro nevralgico è il paese. Infine l’opera näif di Fra Giuseppe Pudica, un bellissimo paesaggio di campagna al tramonto caratterizzato dalle tonalità violacei del tramonto, dove troviamo dei contadini che pregano di fronte ad un’immagine religiosa al termine della giornata.

Ospite d’onore della mostra è il pittore fanese Virginio Ridolfi, conosciuto come “il pittore dei Calanchi”. Le sue opere “che rievocano bolgie dantesche, tanto crescono a dismisura questi ciclopi che non sono più neppure “calanchi” appenninici, ma “orridi”, “valli della morte”, gole di terra solidificata, come pietrificata, da discesa negli inferi… Zone dove la luce, pur comprimaria, sopprime i tagli dei contrasti luministici, dilagando ovunque con quella monotonia ossessiva che è residuo notturno nel trapasso in cui i fantasmi intravisti prendono forme d’irrealtà illividite, annichilite”.

Il visitatore con una silenziosa visita potrà vedere queste e molte altre opere in mostra oltre che conoscere e scoprire il piccolo borgo medievale di Candelara, ideale per chi voglia in questi giorni fare una passeggiata in campagna per rifugiarsi dal calore torrido della città e di “Calligola”; magari fermandosi a cena in uno dei ristorantini del paese. Nel sito www.candelara.com è possibile scaricare il catalogo della mostra “Luce: il paesaggio” che rimane aperta con i seguenti orari: dal venerdì alla domenica 17-19 e 21-23.

La mostra è stata realizzata con la collaborazione del “Consiglio di Quartiere n. 3 delle colline e dei castelli”, della Libreria Frusaglia e dell’Associazione “Nautartis” di Gubbio”, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro, organizza.

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