Ricci al consiglio: “Senza enti locali non c’è ripresa”

di 

9 luglio 2012

PESARO – Ancora confuso il quadro sul futuro delle Province. L’analisi di Matteo Ricci in consiglio: “La spending review serve per evitare effetti depressivi sull’economia, come l’aumento dell’Iva? Non ha senso, allora, attuarla con i tagli agli enti locali. Perché alla fine il risultato è lo stesso: la recessione e la rinuncia alla crescita. Con seri rischi, in aggiunta, per la coesione sociale”.

Provincia

Un momento del Consiglio provinciale

Nel dettaglio: “Il decreto stabilisce 500 milioni di tagli complessivi per quest’anno e un miliardo per il 2013. Significano la chiusura generale delle Province”. Per quanto riguarda Pesaro e Urbino, nello specifico: “Il bilancio di previsione che abbiamo approvato tempo fa, con queste misure, diventa carta straccia. Perché adesso ci troviamo con 6 milioni in meno nella parte corrente. E il prossimo anno dovremo fare a meno di 11 milioni. Così le Province non si riorganizzano ma si chiudono”.

L’impatto del decreto, secondo il presidente, “sarà pesante anche per i Comuni. Per quello di Pesaro, si stimano 850mila euro in meno per quest’anno e 3 milioni e mezzo in meno per l’anno successivo. Ma è evidente che le Province rimangono gli enti più colpiti”.

Una sorta di declino dei poteri dei territori: “In queste settimane che separano il decreto dalla sua approvazione in parlamento – continua il presidente – si deve alzare forte il grido degli amministratori. Perché l’Italia senza enti locali non esiste, non può uscire dalla crisi”.

Sulle Province, continua Ricci, “in consiglio dei ministri c’è stato un compromesso tra abolizione e accorpamento. C’è grande confusione: prima valevano 3 criteri (popolazione, estensione territoriale, numero di Comuni: Pesaro e Urbino salva, ndr). Adesso si parla solo di popolazione e estensione territoriale senza chiarire, tuttavia, i contenuti. Adesso anche la nostra Provincia, se dovessero rimanere i parametri precedenti (almeno 350mila abitanti e 3mila chilometri quadrati), sarebbe in discussione. Abbiamo contattato il ministro: prima ci hanno detto che nelle Marche sarebbero rimaste 3 Province, con nuovi confini. Poi, in un secondo momento, ci hanno fatto sapere che devono ancora stendere il verbale applicativo, insieme all’Upi. Attendiamo notizie…”.

Nota Ricci che ragionare sull’accorpamento, “per come sono andate le cose, ha una logica. Perché nel medio termine il risparmio sarebbe soprattutto sulle organizzazioni territoriali dello Stato. Ma in ogni caso non si dovrebbe stravolgere l’elemento identitario”.

Il dato certo è la diminuzione chiara delle competenze. Resterebbero strade, trasporti, rifiuti. Il resto ai Comuni: “Rimane da capire come riusciranno a gestirle tutte”. E se il tema, ora, è “vivere o morire”, aggiunge il presidente, la razionalizzazione e “il ragionamento che ho fatto sul personale, a cominciare dai dirigenti e dai premi, si inserisce in quest’ottica”.

Sugli storni e le variazioni al bilancio di previsione (approvati a maggioranza con l’astensione dell’Udc e il voto contrario di Pdl e Lega), Mattia Tarsi (Pdl) sottolinea “l’impatto dei derivati tossici contratti anni fa, errori che pagheremo ancora a lungo nei bilanci. E poi diciamo che mancano i trasferimenti”.

La minoranza ci infila pure la questione Valmarecchia, ma Renzo Savelli (Rc) ribatte: “Anche con quei territori, non si sarebbe arrivati al requisito dei 3mila metri quadrati”. E al Pdl: “Pensiamo ai tagli del governo Berlusconi…”.

Passa all’unanimità la modifica del regolamento del consiglio provinciale e delle commissioni. Spiega Domenico Papi (Pd), presidente della commissione Affari Istituzionali: “L’esigenza era definire meglio e ridurre i tempi degli interventi dei consiglieri (che passano da 15 minuti a 8, ndr). Abbiamo eliminato situazioni superate e aggiornato le procedure su convocazione e votazioni. Abbiamo potenziato il ruolo della conferenza dei capigruppo (i componenti non percepiranno più il gettone): ora non è più assimilabile alle commissioni. Grazie a chi lavorato per le modifiche, tutelando la piena dignità del consiglio”.

In apertura, interpellanza di Roberto Giannotti (Pdl): “Chiarezza sulla gestione finanziaria del servizio caccia. Le risorse finanziarie destinate all’acquisto delle marche da bollo? Secondo una stima relativa agli ultimi 10 anni ci sarebbe un buco di 370mila euro”. Il consigliere punta il dito anche su “conferimenti e convenzione con Repubblica di San Marino. Ci sono responsabilità politiche, vanno risanate le procedure”. Risponde l’assessore Massimo Galuzzi: “Pieno rispetto dell’attività della magistratura, vedremo gli esiti. La Provincia ha dato incarico di condurre le verifiche dal punto di vista amministrativo, senza che ciò contrasti con le indagini giudiziali. Sugli uffici, si sta portando avanti la revisione delle procedure per una serie di atti amministrativi, in direzione del massimo livello di precisione e trasparenza”.

Un commento to “Ricci al consiglio: “Senza enti locali non c’è ripresa””

  1. Mauro scrive:

    Buongiorno,
    premesso che penso che con meno Enti locali la ripresa non solo non verrebbe eliminata, ma anzi probabilmente favorita in quanto si liberano risorse per usi milgiori. Ripeto MENO Enti locali, non parlo di soppressione totale, ma semplicemente di accorpamenti e razionalizzazione; non ho ancora capito se la Provincia di Pesaro Urbino, di cui Ricci è l’ultimo Presidente eletto dai cittadini (almeno la fine delle giunte mi sembra acclarata), soddisfa i requisiti per restare così com’è oppure no. Le provincie del Sud Marche infatti potranno accorparsi, ma Pesaro Urbino non ha continuità territoriale con Macerata e dunque dovrà unirsi con Ancona, corretto?
    Grazie

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>