Varotti a Spacca e sindaci: “No all’outlet di Marotta”

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11 luglio 2012

PESARO – Una lettera al governatore delle Marche Gianmario Spacca, all’assessore al commercio Antonio Canzian e a tutti i sindaci della provincia. E’ quella scritta da Amerigo Varotti, direttore di Confcommercio Pesaro e Urbino, avente per oggetto l’outlet a Marotta di Mondolfo.

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

“Nelle scorse settimane il consiglio comunale di Mondolfo – scrive Amerigo Varotti – ha approvato una variante al Prg che consentirà un consistente aumento dell’indice di fabbricabilità in un’area prospiciente l’uscita dell’autostrada, ove da tempo l’amministrazione comunale intende consentire la costruzione di un mega outlet-grandi firme. Su un’area di circa 200.000 metri quadrati si prevede la costruzione di un outlet di oltre 30.000 metri quadri di superficie di vendita oltre a servizi di ristorazione, bar, hotel e parcheggi. La scrivente associazione si è già appellata alla Provincia affinché, per motivi di carattere urbanistico e ambientale, non approvi la suddetta variante. Tra l’altro nel Piano territoriale di coordinamento della Provincia in vigore, né in quello in discussione, non è prevista in quell’area la possibilità di insediare in quell’area un “mostro” commerciale di tali dimensioni. Ora ci rivolgiamo al presidente della giunta regionale, all’assessore regionale al commercio ed ai sindaci della Provincia affinché nei rispettivi ruoli istituzionali prendano posizione anche pubblicamente per scongiurare la realizzazione di un tale progetto”.

“Perché è vero che nelle Marche la presenza della grande distribuzione commerciale in rapporto al territorio e alla popolazione residente ci pone ai primi posti in Italia – continua il direttore Confcommercio – e che il mercato – anche in virtù della crisi dei consumi – è abbondantemente saturo. E’ vero che l’equilibrio tra grande distribuzione e commercio di vicinato è già abbondantemente compromesso. Ma la realizzazione di un outlet di queste dimensioni e potenzialità va al di là di ogni normale ragionamento sulla presenza della grande distribuzione! Qui si intende realizzare un “moloch” con 120-130 grandi firme gestite unitariamente da una società multinazionale, non da commercianti locali come ingenuamente propone qualche politico locale, con altre attività di pubblico esercizio e un albergo che avranno il potere di stravolgere il tessuto e la rete commerciale del settore moda-abbigliamento in tutta la regione. Verrà creato un villaggio autosufficiente che comporterà una pesante cementificazione del territorio, enormi problemi per la viabilità e il traffico, non porterà alcun beneficio per il turismo e l’economia del territorio e distruggerà il commercio in tutte le nostre città. I nostri centri storici subiranno drammaticamente, dal punto di vista sociale e commerciale, la spoliazione di tutte le attività commerciali e la completa desertificazione. Nel cuore delle nostre città, nei paesi del nostro entroterra dove ancora il commercio di vicinato e i negozi di quartiere, a fatica, riescono a garantire servizi e presenza per la vita delle nostre comunità, saranno a centinaia, migliaia le botteghe costrette alla chiusura. Il mega outlet – come dimostrano le esperienze già maturate in altri contesti – trasformerà radicalmente l’assetto commerciale dei nostri paesi con ripercussioni inevitabili sull’occupazione e il turismo”.

Chiosa Varotti: “Le poche centinaia di persone che sicuramente saranno assunte (magari con contratti molto precari viste le modalità di vendita in tali strutture) non compenseranno minimamente i licenziamenti ed i lavoratori autonomi che cesseranno la loro attività. E per quanto riguarda il turismo – posto che nessun beneficio sarà portato da chi vi si recherà esclusivamente per fare acquisti senza alcun interesse per il territorio – creeremo città, borghi e paesi svuotati di presenze commerciali, di botteghe. Città morte! Una pessima cartolina per rappresentare in Italia e nel mondo la regione dei “100 borghi e delle 100 città”. Per questo ci permettiamo di sollecitare il vostro pubblico intervento, a fianco delle associazioni del commercio e del turismo, affinché tutti insieme si possa impedire la realizzazione di tale struttura”.

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