I grillini dicono no all’ospedale unico: “Sulla sanità Aguzzi non sa che pesci pigliare”

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13 luglio 2012

logo Fano a cinque stelle

FANO – “Il nostro sindaco Stefano Aguzzi torna alla carica sul tema dell’ospedale unico. Alla fine di giugno aveva avanzato il sospetto che dietro il progetto di ospedale unico si nascondesse – come noi oppositori abbiamo spesso scritto – l’intenzione di farne uno nuovo per la sola Pesaro. Struttura che fagociterebbe, quindi, tutte le risorse per la provincia, lasciando a secco anche Fano. Ora, tirando in ballo gli effetti della spending review, ritorna ad auspicarne la fattibilità in senso lato perché, dice, garantisce una maggiore funzionalità alla luce dei continui tagli alla spesa pubblica”.

A scriverlo è Antonio Colucci, della lista civica Fano a cinque stelle. “Le strutture diffuse sul territorio – continua il grillino – rischierebbero di diventare solo carrozzeria inerte, vuota di servizi e mezzi, mentre un unico ospedale realizzerebbe i risparmi necessari, garantendo una migliore operabilità. Siamo costretti a contraddirlo ancora una volta. Un ospedale per essere efficiente ed efficace viene dimensionato dagli esperti del settore attorno ai 250-400 posti letto ed al servizio di un bacino di utenza dai 100mila ai 160mila abitanti. Fano e Pesaro hanno ciascuno 140mila abitanti circa nei loro bacini, quindi tutte e due le città hanno i numeri per garantirsi un ospedale che funzioni e non sprechi. Perché farne uno solo per ambedue le città? Dovrebbe avere dimensioni troppo grandi, che anziché garantire un risparmio potrebbe facilmente produrre inefficienze e sprechi per la maggiore complessità. Gli ospedali di quelle dimensioni hanno altri compiti, sono quelli sul tipo di Ancona: hanno le alte specialità, l’università e per l’adeguata casistica si rivolgono ad una platea più vasta della comunità locale. Il progettato ospedale unico avrebbe come obiettivo quello di rispondere ai bisogni di assistenza minima su area vasta”.

Conclude Colucci: “Ci spieghino per favore perché accentrare tutto in un unico ospedale, che rischierebbe di far emigrare gli abitanti dell’entroterra preappenninico verso gli ospedali umbri e quelli di confine verso la Romagna a nord e Senigallia a sud? La verità la conosciamo da tempo: dietro l’azienda Marche Nord si nasconde la volontà di tenere l’ospedale di Pesaro con un suo bilancio autonomo e l’ambizione di strappare ad Ancona qualcuna delle alte specialità. Ma non avendone i numeri sta fagocitando Fano e gli altri piccoli ospedali. E’ questo che li impoverisce, è questo che va cambiato”.

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