“Sugli uffici postali inascoltati da due anni”

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14 luglio 2012

PESARO – “E’ finalmente scoppiata la generale protesta nei confronti di Poste Italia”. Questo il commento del direttore provinciale di Confcommercio Amerigo Varotti che continua: “Finalmente, dico. Perché sono almeno due anni che la Confcommercio ha lanciato l’allarme pubblicamente circa l’atteggiamento arrogante di Poste Italia spa; sui disservizi; sulle chiusure di uffici postali o sulla riduzione degli orari di apertura. Abbiamo scritto a tutti (amministrazioni e politici e all’amministratore di Poste Italia Massimo Sarmi, un signore che nell’epoca della spending review percepisce uno stipendio annuale di 1,4 milioni di euro. Ma nessuno si è mosso. Oggi finalmente la protesta dilaga e speriamo che porti a qualche risultato”.

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino e vicepresidente Camera di commercio

Varotti rincara la dose: “Il sottoscritto e il compianto presidente Pedinotti protestammo per il servizio di ritiro raccomandate a Fano e Pesaro, per le chiusure e riduzioni di orari in molti uffici e per la trasformazione degli stessi (vedi Pesaro) in bazar commerciali dove si vende di tutto (dai libri ai compiuter, dai dischi alla cancelleria e oggettistica svolgendo concorrenza sleale alle imprese peggiorando nel comtempo l’erogazione dei tradizionali servizi postali. Oggi si parla di chiudere 15 uffici nel Pesarese, 14 a Macerata , 3 nel Fermano, 8 nell’Ascolano, 21 a Ancona. E’ inaccettabile! Soprattutto per i centri minori dell’entroterra il danno per i cittadini e i pensionati sarà enorme”.

“Ma anche per le imprese – continua il direttore di Confcommercio – che avranno più problemi, maggiori costi e tempi piu’ lunghi per ottenere servizi a volte essenziali. Consideriamo improponibile questa razionalizzazione che penalizza fortemente i territori i cittadini e le imprese. Poste Italia non è una società privata (anche se stranamente iscritta a Confindustria di cui è il principale contribuente associativo). E’ di proprietà al 100% del Ministero del tesoro; è soggetto monopolista. Non può venire meno alla sua missione di ente erogatore di servizi di base. E invece nel silenzio della politica continua una programmazione tesa solo a salvaguardare ambiti e servizi più redditizi (Bancoposta, investimenti, finanziamenti…) , raggiungere utili da 800 milioni di euro come nel 2011 rinunciando nel contempo a garantire i servizi minimi e i territori più marginali. Ritengo, per i danni enormi che tale azione creerà alle imprese sul territorio, che anche la Camera di Commercio – di cui sono vicepresidente – dovrà farsi carico di organizzare una manifestazione di protesta con tutti i sindaci, i consiglieri regionali e i parlamentari”.

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