Poveri ma ancora in corsa, servono fiducia e… marketing

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20 luglio 2012

PESARO – La notizia del disimpegno della Siviglia come sponsor principale della Vuelle non giunge inaspettata, semmai si potrebbe discutere sui tempi di comunicazione, con la decisione presa il 26 giugno di rimanere al timone della Victoria Libertas, prendendosi però del tempo (fino al 15 luglio, slittato poi di ulteriori cinque giorni) per controllare i conti dell’azienda e quantificare l’esatto ammontare della sponsorizzazione. Di questi tempi se non sei uno sceicco con il petrolio sotto il sedere, è normale che non stai vivendo il momento più florido dal punto di vista economico e se non sei preso dalla passione è logico pensare prima ai tuoi dipendenti e poi al basket.

La passione o ce l’hai dentro di te o non puoi aspettare che ti arrivi, perché a quel punto diventerebbe un impegno e non più una cosa che ti fa entusiasmare. Teoria applicabile anche a Sauro “Mister Siviglia” Bianchetti entrato due anni fa nella pallacanestro non per passione ma come forma di investimento, cercando un nuovo modo di veicolare il suo marchio in giro per l’Italia.

 

Operazione non riuscita per vari motivi, con diverse colpe del settore marketing biancorosso che non ha saputo valorizzare il marchio Siviglia, prima della gara uno di semifinale scudetto ci eravamo presi l’impegno di fare un mini sondaggio, assolutamente non certificato, tra gli spettatori che riempivano l’Adriatic Arena, un giusto mix di tifosi assidui e di persone che si presentavano al palazzo per la prima volta nell’annata, la domanda era una semplice e diretta: “Cosa rappresenta il nome Siviglia dopo Scavolini?” Queste le risposte:

Che coreografia all'Adriatic Arena

Coreografia all'Adriatic Arena

Credo che sia una marca di cucine Scavolini: 23%

Dovrebbe avere a che fare qualcosa con la città spagnola: 14%

Mi sa che c’entra qualcosa con i vestiti: 19%

Dovrebbe vendere jeans e felpe: 12%

Sai che me lo sono sempre chiesto anche io?: 11%

Non ne ho la più pallida idea: la rimanente percentuale.

Risposte assolutamente vere, riportate fedelmente tralasciando qualche commento ironico, ma indicative della scarsa penetrazione del marchio dell’imprenditore marottese tra gente che comunque segue la pallacanestro con passione.

In questi due anni non è mai stato fatto niente a livello di promozione all’interno del palazzo, mai una maglietta omaggio agli abbonati con la scritta Siviglia per far conoscere la propria ditta, nessuno store dove vendere jeans e maglioni (sì perché la Siviglia è una ditta che vende i vestiti sia eleganti che sportivi), niente modelle e modelli griffati con il marchio del sig. Bianchetti a sfilare durante gli intervalli.

 

Discorso applicabile anche alle altre aziende del Consorzio, che devono pretendere più visibilità e inventarsi qualche promozione per farsi conoscere, che sia uno sconto sui viaggi, un buono spesa, un buono pasto o un risparmio sui costi bancari. Adesso più che mai sarebbe ora di affidarsi a una società di marketing per cercare uno sponsor principale ed uscire da questa sorta di dilettantismo che sembra aver preso la dirigenza biancorossa, non ci sarà più “papà Valter” a coprire le marachelle e gli sbagli della sua figlia prediletta, lo “zio di Marotta” non si è lasciato coinvolgere più di tanto dal suo nuovo giocattolo e non si sono trovati altri parenti stretti ai quali affidare la squadra più amata dai pesaresi.

E adesso? Adesso bisogna ringraziare l’idea nata dopo il fallimento di istituire il Consorzio, senza il quale non ci sarebbe stata neanche l’iscrizione al campionato, il budget in questo momento non supera il milione e mezzo più la quota che arriverà dal botteghino (l’anno scorso in regular season non si era arrivati a 600.000 euro), non siamo la prima squadra ad iniziare il campionato senza uno sponsor sulla canotta, ma rimaniamo una realtà importante della pallacanestro italiana con una storia alle spalle e un palazzone da big europea, non abbiamo un euro di debiti e, se non ci saranno novità da parte della Lega, l’anno prossimo una sola squadra retrocederà in Legadue.

Non è il momento più felice per i tifosi biancorossi, abbiamo tutto il diritto di essere inc…ati neri, perché si sono persi venti giorni inseguendo soldi che nessuno aveva intenzione di investire, ma siamo regolarmente iscritti al campionato e, chiarito una volta per tutti che i soldi sono pochi, dobbiamo toglierci la faccia triste e mettere quella fiduciosa: siamo poveri, abbiamo perso il nome sulle maglie, ma siamo ancora in corsa, smettiamo di piangerci addosso e cominciamo una campagna acquisti fantasiosa che potrebbe riservarci gradite sorprese.

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