Provincia salva: la soddisfazione di Ricci e Varotti

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20 luglio 2012

mappa provincia Pesaro e Urbino

PESARO – Ora è ufficiale. La Provincia di Pesaro e Urbino non scomparirà, né sarà accorpata. “Rientriamo nei due requisiti esplicitati oggi dal governo su dimensione territoriale e popolazione residente. Siamo tra le 43 Province salve. Ed è una buona notizia, non solo per l’ente, ma per tutto l’ambito territoriale”. Così il presidente Matteo Ricci commenta a caldo l’esito del consiglio dei ministri che ha definito, nella mattinata, i criteri per il riordino delle Province. I nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2.500 chilometri quadrati.

Per Pesaro e Urbino, che rispetta ambedue i parametri, nessun accorpamento: “Ed è importante non solo per noi, ma anche per il mantenimento dei servizi territoriali – continua il presidente – Un accorpamento con Ancona sarebbe stato innaturale, per ragioni di identità e amministrative. In questo modo salvaguardiamo l’ambito territoriale e le organizzazioni articolate su scala provinciale (tra le altre, Prefettura, Questura e Camera di Commercio, ndr)”.

Ora, secondo Ricci, si giocheranno le altre partite. A cominciare dalla discussione sulle competenze e sui tagli, “anche perché, se verrà mantenuta la riduzione dei trasferimenti indicata nella spending review, tutte le amministrazioni provinciali rischieranno davvero il dissesto”.

Ma intanto, oggi, c’è una prima schiarita sul futuro dell’ente di via Gramsci. “Ringraziamo l’Upi, che ha avuto un ruolo importante nella mediazione. E l’onorevole Oriano Giovanelli, per la presenza costante e l’impegno nel dibattito”, conclude il presidente.

 

SORRIDE ANCHE VAROTTI

“I criteri stabiliti dal Governo per il mantenimento delle Province salvaguardano l’esistenza della Provincia di Pesaro e Urbino e di questo siamo ovviamente felici”. Così si esprime Amerigo Varotti, il direttore provinciale di Confcommercio che continua: “La nostra Provincia, con oltre 350.000 abitanti ed oltre 2.500 chilometri quadrati di superficie, rientra così nel novero delle “amministrazioni di area vasta” che consentirà così – almeno per le materie che rimarranno nelle proprie competenze – un governo unitario del territorio. Sarebbe stato difficile diversamente in un territorio che tra l’altro conta ben 60 Comuni. Con questi criteri si conferma la cancellazione della Provincia di Rimini: una Provincia che al pari di altre, come Fermo, non aveva senso creare vista l’esiguità del territorio ed il limitato numero di Comuni e che con la sua cancellazione conferma il grave errore fatto da chi ha voluto il referendum e la legge per il passaggio dei Comuni dell’Alta Val Marecchia nella “Provincia che non ci sarà piu'”. Perché al di là del parere espresso da una modesta maggioranza dei cittadini, la grande e grave responsabilità è di quei partiti e di quei personaggi politici (marchigiani) che hanno favorito in tutti i modi con il loro silenzio, ma anche con il pubblico convinto appoggio l’approvazione della legge (relatore il senatore Pdl marchigiano Saltamartini) di secessione. E che ora ancora siedono nel Consiglio regionale delle Marche o della Provincia di Pesaro o ai vertici dei Partiti nella nostra Regione”.

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