Giampiero Ticchi coach della Victoria Libertas

di 

21 luglio 2012

PESARO – Il primo vagito della nuova Victoria Libertas, quella (ancora) senza sponsor sulle maglie, è la nomina dell’allenatore. Sarà Giampiero Ticchi a guidare i biancorossi in quella che s’annuncia la stagione più difficile. Ma lui voleva la Vuelle, la sognava da sempre e sarà ancora più caricato dalle oggettive difficoltà anticipate da un budget ridotto all’osso, e forse anche più. Ticchi sarà presentato oggi, alle ore 18, all’hotel Excelsior.

Giampiero Ticchi

Giampiero Ticchi in una foto tratta dal web

Gradarese, ma nato a Pesaro il 4 novembre 1959, residente a Cattolica, Giampiero Ticchi è da sempre tifoso della squadra che da oggi lo vede al vertice dello staff tecnico. Un motivo in più per fare bene.

Un passato anche nel baseball, un presente anche nel golf (è stato presidente del Riviera di San Giovanni in Marignano), una grande conoscenza del basket americano. Non a caso, ha portato in Italia giocatori allora sconosciuti che poi sono diventati grandissimi protagonisti del nostro basket. Un nome per tutti: Omar Thomas, lanciato da Ticchi a Rimini. Saranno giocatori così quelli su cui – crediamo – punterà Ticchi, grazie anche allo scouting americano di John Ebeling. Al coach gradarese piace il “triangolo”, quello dei Los Angeles Lakers di Phil Jackson. Qui dovrà fare di necessità virtù, ma la sua filosofia non cambierà, prediligendo un basket che piace.

Ticchi ha in comune un soprannome con un altro noto sportivo marchigiano. Entrambi sono noti come “il farmacista”. Con la differenza che Ticchi lo è davvero, farmacista, laureato, mentre l’altro era soprannominato per altri motivi, poco edificanti, legati al ciclismo.

 

Così il sito sito Wikipedia racconta la carriera di Giampiero Ticchi:

Muove i primi passi da allenatore vicino alla sua Gradara ovvero nel campionato di Promozione a Cattolica, squadra in cui fu anche giocatore in passato. Successivamente passa a Riccione, dove allena fino al 1996 ottenendo una promozione in C2.

L’anno seguente siede in serie A2 sulla panchina del Basket Rimini in qualità di vice-allenatore, collaborando inizialmente con Piero Bucchi. Dopo la promozione nella massima serie, Salpo continua a maturare esperienza in un gruppo arrivato a giocare persino le coppe europee. Nella stagione 2000-01 gli viene affidato il ruolo di capo-allenatore, sempre in Serie A1 a Rimini. Il campionato iniziò bene, con i biancorossi che a metà stagione si ritrovavano a breve distanza dalla zona play-off, ma una serie di sfortune e di indiscipline si abbatté sulla squadra: le serate brave di qualche giocatore, la “fuga” di Rodney Buford nella NBA e gli infortuni di altri preziosi giocatori furono fattori che rovinarono il lavoro svolto fino a quel momento e fecero scivolare la squadra verso le zone basse e la retrocessione.

Dal dicembre 2001 al 2003 Ticchi è in Legadue sulla panchina del Progresso Castelmaggiore, formazione del circondario bolognese che in quelle due annate raggiunse la salvezza al primo anno e sorprendentemente le semifinali play-off al termine del secondo. Nell’estate del 2003 l’imprenditore Claudio Sabatini acquisisce il club progettando di fatto la rinascita della nuova Virtus Bologna (esclusa dalla Serie A per problemi economici) con l’allenatore confermato alla guida. A novembre viene esonerato da Sabatini per far spazio ad Alberto Bucci[1], cambio che non fu comunque utile alla FuturVirtus per raggiungere la promozione.

Messosi in luce anche per la sua capacità di scovare buoni giocatori in campionati esteri meno prestigiosi, Ticchi nell’annata 2004-05 diventa consulente di mercato della Robur Osimo. Nuova sfida anche per la stagione 2005-06 quando intraprende la funzione di coach della Germano Zama Faenza, compagine femminile che in quell’occasione giunse alle semifinali scudetto.

Nell’estate 2006 firma il suo ritorno a Rimini. La sua Coopsette è l’autentica sorpresa del campionato, arrivando a lottare per la promozione diretta fino all’ultima giornata grazie al 73% di vittorie ottenute in regular season. Grazie al primo posto finale in coabiltazione con Caserta e Rieti (quest’ultima salì in serie A in virtù della classifica avulsa), viene ufficialmente premiato dalla Lega come miglior allenatore di Legadue 2007. Siede sulla panchina riminese anche l’anno successivo, centrando nuovamente la qualificazione ai playoff uscendo poi ai quarti di finale contro Caserta.

Nel 2008 viene nominato commissario tecnico della Nazionale italiana femminile, al posto di Gianni Lambruschi. Si qualifica con la sua squadra alla fase finale degli Europei femminili 2009, competizione in cui l’Italia mancava da dieci anni: in Lettonia l’Italia supera sia il primo turno grazie al secondo posto nel girone sia il girone successivo, accedendo così ai quarti di finale persi contro la Spagna. Il 2 luglio 2009 porta le azzurre alla conquista della medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo 2009 davanti a Serbia, Croazia e Grecia.

Nel marzo 2010, pur mantenendo il proprio incarico di CT della Nazionale femminile, ottiene il permesso di accettare la nuova chiamata di Rimini, andando così a sostituire Giancarlo Sacco alla guida dei Crabs fino al termine della stagione.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>