La Corte fa saltare le privatizzazione di acqua e servizi pubblici locali. Sorride Bene Comune

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21 luglio 2012

FANO – Ieri la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale, e quindi inammissibile, l’articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale il governo Berlusconi calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del governo Monti. Sorride Bene Comune, che la definisce “la vittoria della tesi sempre sostenuta da noi”.

“Anche nel consiglio comunale di mercoledì scorso – scrivono i rappresentanti di lista – avevamo chiesto di non procedere con la privatizzazione della gestione dei rifiuti, come invece la giunta Aguzzi ha voluto pervicacemente portare avanti. “Pasdaran” ci avevano definiti quelli del Pd, ignoranti e inconcludenti ci aveva apostrofato la maggioranza della giunta Aguzzi. Ed invece, per l’ennesima volta, avevamo ragione noi”.

Quindi la richiesta: “Ora chiediamo che la giunta Aguzzi ritiri immediatamente la delibera approvata pochi giorni fa, e chieda nell’Ato dell’acqua e nell’Ata dei rifiuti di escludere subito la remunerazione del capitale investito. In tal modo sarà possibile la fuoriscita del partner privato, Hera, da Marche Multiservizi, e la creazione di una Azienda speciale di ambito provinciale per la gestione di acqua e rifiuti. Solo questa soluzione recepisce realmente la volontà del popolo italiano, come Bene Comune ha sempre sostenuto e come il Comitato provinciale e fanese per l’acqua pubblica ha sempre chiesto. Auspichiamo un ravvedimento operoso sia della giunta Aguzzi che della giunta Ceriscioli, ed un immediato intervento della Regione Marche che ponga fine allo scandalo della presa in giro del popolo italiano”.

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