Nuove interessanti voci per il futuro del Rof

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22 luglio 2012

PESARO – Il diluvio sull’Accademia Rossiniana. La tanto attesa, sospirata pioggia rovina l’arrivo di artisti e spettatori al Teatro Sperimentale, ma non la qualità della proposta. S’abbassa la temperatura, ma anche la consistenza del pubblico. Non era una novità, in passato, da quando – per ovvie ragioni – il concerto finale degli allievi dell’Accademia Rossiniana è stato anticipato e non coincide con i giorni del Rof.

La pioggia, dunque, anzi un temporale, quello che canta – nella prima parte – Baurzhan Anderzhanov, basso kazako, che interpreta l’aria di Don Basilio “La calunnia è un venticello”.

E’ una prima parte molto interessante, nobilitata da alcune voci e da presenze davvero notevoli. Il maestro Zedda – durante l’intervallo – spiega che la presentazione è stata improvvisata, ma rispetto allo “stile concerto” delle edizioni precedenti, vedere gli allievi muoversi in scena ha reso ancor più interessante la proposta finale, che sarà ripetuta domenica sera, nella Villa Matarazzo di Gradara, nel concerto in beneficenza a favore dello Iopra (Istituto Oncologico Pesarese Raffaele Antoniello).

L’inizio sembra in tono minore, ma con il succedersi dei brani (quindici nella prima parte, dodici nella seconda, compreso il Gran pezzo concertato a 14 voci da Il viaggio a Reims), la qualità sale – omaggio al classico crescendo rossiniano – e ci si entusiasma per alcuni protagonisti semplicemente superbi, a iniziare da – scusate il gioco di parole – l’incredibile… Hulkar Sabirova, mezzosoprano usbeko che incanta prima con la Cavatina di Semiramide “Bel raggio lusinghier” e poi con l’Aria di Armida “D’amor al dolce impero”.

E’ sempre antipatico fare nomi dopo avere ascoltato un solo concerto, ma Sabirova è già in carriera, e lo dimostra con una padronanza straordinaria della peculiarità vocali. Così, in attesa di un giudizio definitivo dopo Il viaggio a Reims, che vedrà protagonisti gli allievi dell’Accademia Rossiniana, il concerto di sabato sera ha esaltato anche Alessandro Luciano, tenore romano, anfitrione della serata. Voce dolcissima, che – con tutte le proporzioni del caso – in taluni momenti ricorda Juan Diego Florez, Luciano ha incantato nel recitativo e Aria di Don Ramiro “Principe più non sei… Sì ritrovarla io giuro”, ma anche nel duetto Rodrigo-Iago “No, non temer” con Davide Giusti, che a sua volta ha colpito nell’interpretazione di “Cuius animam gementem” dallo Stabat Mater.

E se nella lirica soffia forte il vento dell’est, è stato piacevole ascoltare anche belle voci italiane, che ha una presenza che sembra fare rima con Anna Caterina Antonacci.

In verità, abbiamo ascoltato tante belle voci e anche quando non ci siamo entusiasmati per l’intenso applauso a Randal Bills che ha eseguito l’Aria di Almaviva “Cessa di più resistere” (Il barbiere di Siviglia), siamo stati costretti a ricrederci nella seconda parte, quando il tenore americano ha proposto – con Raffaella Lupinacci – il duetto Cenerentola-Don Ramiro “Un soave non so che”.

E ci ha incuriosito non poco la sfrontatezza con cui Lilly Jørstad ha interpretato la Cavatina di Rosina “Una voce poco fa” da Il barbiere di Siviglia.

Diciotto voci, sette femminili, undici maschili, accompagnate al pianoforte da Anna Bigliardi, che sono piaciute anche a chi le ha scelte, tra 130 pretendenti: il maestro Alberto Zedda.

Eccoli allora gli altri protagonisti della serata: Silviya Angelova, Miloš Bulajić, Filippo Fontana, Fumiyuki Kato, Alessandro Luciano, Lorenzo Nincheri, Mattia Olivieri, Anna Pegova, Alize Rozsnyai, Dario Shikhmiri e Mariangela Sicilia.

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