Salutate la Scavolini, ringraziate Scavolini

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22 luglio 2012

PESARO – Salutate la Scavolini! E’ stato per anni uno dei cori storici dell’Inferno Biancorosso, uno dei più sentiti perché arrivava a pochi secondi dal termine della partita, con la vittoria ormai in tasca, rivolto verso gli ultras avversari in segno di scherno e per chiedere rispetto verso la squadra che li aveva battuti, una gran goduria diciamocelo, specialmente in trasferta, poter gridare a squarciagola tutta la propria gioia.

Ma questa volta il coro non è rivolto agli avversari, ma alla Scavolini Pesaro, binomio che dal 1975 per 37 stagioni ininterrotte ha caratterizzato la Victoria Libertas, record storico di sponsorizzazione per lo sport italiano superando marchi famosi come l’Ignis, la Simmenthal e la Benetton. Valter Scavolini ha deciso di farsi da parte come sponsor principale, rimanendo comunque con una quota sostanziosa nel Consorzio, preferendo investire nell’azienda. In un momento di crisi economica generale, la sua ditta rimane una delle più floride nel campo nazionale e mondiale, ma di questi tempi è meglio non fare il passo più lungo della gamba e scegliere con oculatezza dove investire nel marketing.

Entrati nel mondo della pallacanestro con l’entusiasmo e la passione che ne hanno caratterizzato anche l’impegno nel settore dei mobili, i fratelli Elvino e Valter si sono lasciati prendere dal basket acquistando la società dall’allora presidente Eligio Palazzetti dopo la grande paura dei due spareggi salvezza della fine degli anni ’70, cominciando ad investire per costruire una squadra degna della passione che Pesaro ha sempre dimostrato verso il primo sport cittadino, pian pianino cominciano ad arrivare i risultati con il marchio Scavolini sulle canotte biancorosse, con la prima finale scudetto (‘82) il primo trofeo continentale (Coppa Coppe ’83), la prima Coppa Italia (’85) e il tanto atteso primo tricolore (’88), bissato due anni dopo con la spiacevole interruzione del 1989 causa uno svenimento improvviso di Dino Meneghin, rimasto a terra dopo un incontro fortuito con una monetina da 100 lire come se fosse stato colpito da un gancio di Mike Tyson.

La Scavolini comincia a farsi conoscere anche in Europa, per la gioia di patron Valter interessato ad espandere la sua ditta in giro per il Vecchio Continente, si sfiora l’impresa di diventare la prima squadra al mondo a vincere contro una formazione dell’NBA al Mc Donald’s Open del 1990, perdendo dopo un supplementare contro i New York Knicks, si arriva per la prima (ed unica) volta ad una Final Four di Eurolega, perdendo contro la Pop 84 Spalato di Toni Kukoc la semifinale del ’91 disputata a Parigi Bercy con oltre mille pesaresi al seguito.

L’entusiasmo fa da traino alla costruzione del nuovo palazzetto in zona Torraccia, che dopo un iter lungo e travagliato, vede la luce nel 1996 con la denominazione BPA Palas e una capienza di 10323 posti: è il simbolo che la Pesaro cestistica vuole entrare da protagonista nel nuovo millennio, anche se la squadra comincia la sua parabola discendente culminata con la retrocessione in serie A2 del 1998. Dopo un anno di purgatorio Valter Scavolini decide che non si può rimanere in seconda serie con un palazzone da diecimila e nel 2000 mette di nuovo mano al portafoglio, tirando fuori diversi miliardi delle vecchie lire per acquisire i diritti sportivi della Pallacanestro Gorizia e rientrare in serie A1.

Simone Flamini, Valter Scavolini e Ape Andrea

Simone Flamini con Valter Scavolini e l'Ape Andrea (immagine presa dal web)

Si avvertono inevitabilmente i primi segnali di distacco, con l’azienda cuciniera che si espande sempre di più togliendo tempo ed entusiasmo alla pallacanestro, si cerca di coinvolgere figli e genero con risultati non sempre entusiasmanti, nel 2004 scompare Elvino contribuendo nella decisione del fratello Valter a lasciare la presidenza e mettere la Vuelle in mano ad un faccendiere arrivato dall’Abruzzo (Enzo Amadio). Accolto come la panacea di tutti i mali del basket pesarese, il costruttore di Pescara spende i soldi che non ha, allestendo una squadra con grandi nomi che dura lo spazio di un paio d’anni, prima di naufragare miseramente fino alla data del 15 luglio 2005 che decreta il fallimento della Victoria Libertas.

Qui Pesaro dimostra tutto il suo grande amore verso il basket, ripartendo dalla serie B grazie a Stefano Vellucci che mette a disposizione la sua Falco, con la felice intuizione della doppia sponsorizzazione con la denominazione Scavolini Spar, quasi 6000 abbonati e una squadra con grandi nomi fanno in modo che la permanenza nelle serie minori duri pochissimo con una doppia promozione che riporta Pesaro in serie A nel 2007, nel frattempo Valter Scavolini compie l’ennesimo atto d’amore verso il basket riacquistando il marchio Victoria Libertas per non disperdere tutti i trofei conquistati. Si arriva così all’ultima annata con la decisone comunicata con largo anticipo di non voler più investire cifre folli, nonostante una squadra tornata ai vertici in campo nazionale con le semifinali di Coppa Italia e scudetto.

In questa breve sintesi dell’era Scavolini si è scelto volutamente di non nominare i campioni che hanno calcato il parquet, preferendo raccontare tutto quello che il “falegname” più amato dai pesaresi ha fatto per la pallacanestro in prima persona, investendo tantissimo denaro che in un primo momento ha sicuramente contribuito a veicolare la sua azienda con un buon ritorno pubblicitario e d’immagine, ma che nell’ultimo periodo non offriva più tutti i vantaggi di un investimento così oneroso.

Sotto il marchio Scavolini sono cresciute due generazioni di tifosi, in questo momento sembra impossibile chiamare la Vuelle con un altro nome, se cercate su Wikipedia Victoria Libertas, troverete scritto “E’ conosciuta nel mondo semplicemente come Scavolini Pesaro, dal nome del principale storico sponsor e presidente Valter Scavolini”, ma personalmente sfidiamo chiunque a criticare la scelta di fare un passo indietro dopo 37 anni, sicuramente caratterizzati da alti e bassi con scelte anche criticabili, ma con l’onestà e la passione del presidentissimo verso la sua Vuelle che non sono nemmeno da mettere in discussione, si alzeranno sicuramente le lamentele come se fosse un obbligo ogni anno spendere qualche milione di euro quasi a fondo perduto, noi non finiremo mai di ringraziare Valter Scavolini per tutto quello che ha fatto e continuerà a fare per il basket pesarese anche se purtroppo è arrivato il momento di dire: “Salutate la Scavolini!”.

Un commento to “Salutate la Scavolini, ringraziate Scavolini”

  1. enrico scrive:

    finisce l’era scavolini il più bello ed esaltante periodo del basket pesarese,peccato xkè ci siamo divertiti molto, un sentito ringraziamento a walter scavolini ke ha reso grandissimo questo sport !!

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