Sassocorvaro mette in mostra i “Tesori ritrovati d’Abruzzo: l’arte di salvare l’arte”

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24 luglio 2012

SASSOCORVARO – E’ stata inaugurata sabato 21 luglio nella storica cornice della Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro (Pesaro e Urbino), alla presenza dell’arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, la mostra “Tesori ritrovati d’Abruzzo: l’arte di salvare l’arte”.

L'opera restaurata dai Nicola

La mostra, visitabile fino a domenica 7 ottobre 2012 (una settimana dopo la consegna dei Premi Rotondi ai salvatori dell’arte, fissata per sabato 29 settembre), fa incontrare i tesori dell’arte sacra abruzzese feriti dal terremoto dell’Aquila e, dopo l’adozione da parte di generosi mecenati privati, restaurati e riportati ai loro colori e alla loro vita: in alcuni casi, come per il “Ritrovamento della vera croce”, di Giulio Cesare Bedeschini, si è trattato di un vero e proprio miracolo del restauro, date le condizioni disperate in cui l’aveva trovato la famiglia di restauratori Nicola di Aramengo (Asti), che l’aveva adottata.
La mostra (curata da Giovanna Di Matteo, Fabio Fraternali e Agnese Vastano) è successiva all’appello che nel 2010 fu lanciato dal Premio Rotondi, presieduto da Giovanna Rotondi Terminiello e coordinato da Salvatore Giannella. In quell’occasione, presente il giurato storico Tonino Guerra, furono presentate nella Rocca (la stessa dove furono ricoverate e salvate le principali opere d’arte italiane durante la Seconda guerra mondiale) diciotto opere d’arte sacra, con l’indicazione della somma necessaria per il completo recupero di ognuna di esse. Tutte le opere sono state adottate da singoli cittadini, da famiglie, da imprese e da amministrazioni pubbliche per un totale di molte decine di migliaia di euro. Tutti soldi che sono stati impegnati, con il coordinamento della storica dell’arte Giovanna Di Matteo, delegata dal vescovo dell’Aquila, nel restauro delle opere.

All’appello ha risposto un’umanità varia. C’è lo stilista Ottavio Missoni, il primo a farsi avanti con la sposa Rosita, che ha adottato la “Trasfigurazione di Cristo”, proveniente dalla chiesa di Santa Giusta. C’è l’ingegnere Michelangelo Rossi di Sassocorvaro, che sotto le macerie dell’Aquila ha perso la giovane figlia, l’ingegnere spaziale Michela. C’è l’amministrazione comunale di Sassocorvaro con il sindaco Antonio Alessandrini e la popolazione tutta del borgo marchigiano. C’è il Distretto Lions 108/A d’Abruzzo e Marche che ha adottato la “Maddalena penitente”   della chiesa di San Flaviano. L’elenco annovera anche un noto imprenditore alberghiero di Pesaro e Urbino, il conte Alessandro Pinoli Marcucci. C’è la famiglia dei restauratori Nicola, che non solo si è accollata la spesa per il  recupero totale della tela del Bedeschini, dalla chiesa di San Francesco di Paola, ma si è  fatta anche promotore di una raccolta di fondi in Piemonte che ha mosso altri cuori generosi, persino dalle lontane Madrid e Lussemburgo.

Le opere ammirabili sono state recuperate dai laboratori di Francesca Aloisio, Berta Giacomantonio (L’Aquila), Elisabetta Sonnino (Roma) e Nicola (Aramengo).

Nel prendere la parola e ringraziare i mecenati, il vescovo Molinari ha tra l’altro detto: “Chi salva un’opera d’arte salva la Bellezza. E tutti sappiamo quanto sia decisiva la Bellezza per il futuro dell’Aquila e dell’Italia tutta”.

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