Fondazione ex teatro Stabile delle Marche, Grandicelli precisa

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30 luglio 2012

PESARO – “Noi usciti troppo tardi? Veramente siamo stati i soli, tra gli enti soci, a sollevare critiche e perplessità sull’andamento finanziario e a fare un richiamo all’equilibrio. E siamo stati gli unici, poi, a uscire”. Torna sulla vicenda della Fondazione ex Teatro Stabile, il dirigente della Provincia Massimo Grandicelli, dopo le accuse del Pdl: “Spiace notare che i consiglieri, nel loro intervento, non abbiano affatto tenuto in considerazione quanto già espresso e comunicato in merito dall’amministrazione provinciale”.

Il dirigente ribadisce: “Sulla base del parere della Corte dei Conti, abbiamo sospeso la rata del ripiano perdite della fondazione “Le città del Teatro”, ex Teatro Stabile delle Marche. Nel 2008, la precedente amministrazione della Provincia di Pesaro e Urbino, insieme agli altri enti soci, aveva stabilito di iscrivere una quota (20mila euro, ndr) nel bilancio pluriennale per 10 anni, a garanzia della copertura delle perdite pregresse, antecedenti al 2007. Ma già due anni fa, all’inizio dell’attuale legislatura, precedendo la Corte dei Conti, l’amministrazione provinciale è uscita dalla fondazione, a cui aveva aderito nel 2005, a causa delle passività crescenti accumulate da “Le Città del Teatro”. Ora ci viene confermato che l’ente locale non può ripianare le perdite di una fondazione di diritto privato, né spalmare quote di debito sul suo bilancio pluriennale. Il pagamento, da parte della Provincia, è stato così bloccato. Ora stiamo studiando con i nostri esperti e gli altri soci (Regione, Comune di Ancona, Provincia di Ancona) le migliori modalità per garantire da una parte la correttezza amministrativa e dall’altra le possibili soluzioni alla vicenda”.

Conclude Grandicelli: “Non appena il Comune di Ancona avrà stabilito il destino della fondazione (commissariamento per messa in liquidità o fusione con la fondazione Teatro delle Muse), insieme agli altri enti soci provvederemo alle nostre determinazioni e verificheremo modalità e responsabilità della produzione del debito”.

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