Il web e le relazioni… pericolose

di 

1 agosto 2012

Incontri online

Di tanto in tanto, in tv, si vede passare uno spot pubblicitario che sponsorizza un famoso sito internet di incontri. In effetti, le persone che negli ultimi anni hanno trovato la propria anima gemella grazie al Web sono tante.  E’ un dato di fatto.

Bisognerebbe, però, per par condicio, parlare anche delle coppie che si sono sfaldate a causa di social network e altri portali simili, che non sono affatto poche.

Diciamoci la verità: quando si tratta di instaurare rapporti personali di qualsiasi tipo (ma in particolare tra uomo e donna), le tecnologie riescono spesso a renderci più sicuri. O meglio: creano in noi una sorta di maschera che ci permette di vincere la timidezza, alterando – in meglio o in peggio – la nostra personalità; portandoci a comportamenti o esternazioni a cui difficilmente arriveremmo, a primo impatto, nel contatto face-to-face.

Basti pensare ai telefoni cellulari e al cosiddetto Short Message Service, meglio conosciuto come “Sms”. Chi, specie in età adolescenziale, non ha mai cercato di corteggiare una ragazza – o un ragazzo – tramite questo metodo? Quanti hanno trovato il coraggio di dichiarare il proprio amore tramite telefono? E ancora: avete idea di quante storie clandestine siano nate, andando avanti per mesi o anni, tramite messaggini e robe analoghe?

Bene. E questo era solo il principio.

Pensiamo ai siti di chat o, per fare un esempio, al successo che ebbe, nei primi anni Zero, Messenger di Msn. Sfido chiunque a trovare un giovane che non fosse iscritto a questo programma. Anche qui, trincerandosi dietro la corazza di un monitor e di una tastiera, in molti si sono lasciati andare, parlando e straparlando; raccontando cose molte intime; trovando l’amore, l’amicizia, il sesso; compromettendo quanto costruito nella vita reale con molto menefreghismo.

Ma non è finita.

Oggi abbiamo Skype, le caselle di posta elettronica e infine lui, il peggiore di tutti, quello che ti droga senza rendertene conto: Facebook.

Il social blu non ti dà davvero scampo. Conosco diverse persone che dicevano di odiarlo, che non si sarebbero mai iscritti, ma che puntualmente poi lo hanno fatto. Altri, invece, hanno creato il proprio account sostenendo che era a loro necessario per motivi lavorativi o di studio. Tutte balle, ovviamente: dopo pochi mesi, l’utilizzo che ne facevano diventava molto più “popolare” e anche le amicizie andavano fuori dalla ristretta cerchia lavorativa. Poi c’è chi si iscrive, si cancella, si iscrive nuovamente e così via. Insomma, le categorie non mancano.

Le coppie che sono andate in rovina a causa del sito di Zuckerberg sono tra le più svariate. Si leggano, a tal riguardo, le cronache dei giornali degli ultimi mesi, o, più semplicemente, chiedete a qualche amico il perché ha lasciato la sua ragazza. Facebook mette in moto, nella nostra mente, un meccanismo contorto per cui vogliamo sapere il più possibile di determinate persone. In fondo è semplice: basta mettere il nome sul motore di ricerca ed è fatta. Puoi vedere le foto, ciò che scrive, gli interessi (a meno che la privacy non sia impostata in maniera da essere tutelata). Dopodiché, può sorgerti una dubbio in testa: “Quasi quasi gli scrivo un messaggio. Chissà, magari risponde”. Ed è l’inizio della fine.

Da lì si può arrivare all’amicizia, scambiarsi il numero di cellulare (gli Sms sono evergreen, non verranno soppiantati mai), darsi appuntamenti nei momenti e nei luoghi che non diano nell’occhio, mantenere un rapporto clandestino. Il tutto tenendo all’oscuro, ammesso che ciò sia possibile, il proprio partner. E non è una bella cosa. Lo dice uno che dell’etica e della morale se ne sbatte altamente.

Ecco, io non so perché avvenga tutto ciò. Ai tempi dei nostri nonni, i tradimenti e le rotture di relazioni anche durature vi erano già, anche senza tecnologia. Quindi sarebbe inesatto affermare che è tutta colpa di quest’ultima se tante storie d’amore oggi vanno a farsi benedire.

Forse, la realtà è che tramite la maschera-corazza che riescono a darci i nostri netbook, viene fuori un lato della nostra personalità che teniamo nascosta, anche a causa di motivi etici e morali scelti convenzionalmente nella nostra società ultra-millenaria.

Non lo so, è una mia teoria, magari non del tutto errata.

Chissà, forse ha ragione quel mio caro amico che tempo fa mi disse: “La cultura dell’uomo (perlomeno quella occidentale) è monogama; la natura però è poligama”.

Sarà la natura.

lorenzochiavetta@yahoo.it

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>