Galuzzi e i bisogni delle strutture scolastiche

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2 agosto 2012

di Massimo Galuzzi*

PESARO – In questi giorni è forte la preoccupazione manifestata da Province, Comuni, Associazione Nazionale Presidi e altre componenti della scuola sulla messa a rischio della normale apertura dell’anno scolastico a settembre, soprattutto in relazione a edifici, strutture e servizi scolastici.

L'Itg "Genga" di Pesaro

Il rischio è dovuto agli ulteriori pesantissimi tagli del Governo a Province e Comuni che impediscono, ancora di più, le azioni necessarie per l’adeguamento e la funzionalità degli edifici scolastici e la predisposizione di tutti gli indispensabili servizi.

Si conferma una volta di più come sia stolta e negativa la politica dei tagli lineari che non considera minimamente l’indispensabilità e obbligatorietà di servizi e diritti e mette tutto sullo stesso piano.

Sono evidenti le difficoltà del Paese ma non possono essere sottovalutati temi quali scuole, tutela del territorio, strade, salute. Si ha l’impressione che si cerchi di risolvere i problemi non tanto da parte di un governo tecnico ma da un punto di vista soltanto burocratico senza nessuna comprensione delle conseguenze su realtà e situazioni concrete che poi investono cittadini e territori.

Anche nella nostra Provincia vi è il pericolo concreto di non riuscire a rispondere adeguatamente alle esigenze di migliorare gli edifici e ad affrontare i nuovi bisogni delle nostre strutture scolastiche.

Di competenza della Provincia sono 21 istituti superiori, con i 37 edifici utilizzati per 200mila metri quadrati di strutture in tutto il territorio provinciale.

E’ stato immane lo sforzo, fino ad oggi, per rispondere alle esigenze di messa a norma degli impianti, da un punto di vista strutturale, non strutturale, sismico, per adeguamento e disponibilità di strutture e servizi. La cosa che non tutti conoscono è che gli ulteriori tagli del governo agli enti che hanno il compito di intervenire si inseriscono in un quadro per cui già da anni non vi è più il benché minimo finanziamento di leggi destinate ( L. 289 del 2002; L. 23 del 96) e da anni le amministrazioni locali non possono più assumere mutui anche per interventi che sarebbero indispensabili come quelli sulle scuole.

Ulteriore assurdità è inoltre il fatto che amministrazioni come la nostra Provincia hanno nella cassa fondi destinati alle scuole, bloccati dalla regola del patto di stabilità e credo che ciò sia una vera e propria aberrazione in quanto viene impedito di utilizzare fondi anche per edifici scolastici, che dovrebbero essere la prima premura ed attenzione di un Paese civile. Continuerà ogni sforzo della Provincia per rispondere ai problemi che abbiamo di fronte ma è necessaria, a questo punto, una inversione di tendenza ed una presa di coscienza, da parte di tutti, su temi concreti e necessità di dare priorità alle questioni che rappresentano i veri valori di una società.

*Assessore provinciale all’Edilizia scolastica

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