Pesaro, Fano e Marotta hot: retata di prostitute

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3 agosto 2012

Prostituta

PESARO – Litorale sicuro. Questo il nome del progetto, voluto dal questore Italo D’Angelo, per arginare la piaga della prostituzione. Una strada del sesso, quella scoperta tra Pesaro, Fano e Marotta dalla polizia e dal reparto prevenzione crimine di Pescara. Una via hot di notte e di giorno, con case di appuntamento gestite, a volte, da protettori e abitate da ragazze squillo straniere, gettonatissime da pesaresi e non di ogni estrazione sociale ed età.

Otto le prostitute identificate, mentre un cinese di 32 anni è stato denunciato per sfruttamento della prostituzione e per aver fatto entrare illegalmente nel nostro Paese una connazionale. La donna, 42 anni, si era sistemata tra tra Sottomonte e Fosso Sejore, dove pare fosse gettonatissima.

Nulla a confronto della 29enne venezuelana che “operava” a Baia Flaminia, nonostante dovesse scontare una pena di quattro anni di reclusione per spaccio di droga. I poliziotti l’hanno rintracciata e portata a Villa Fastiggi, in una cella della casa circondariale.

Sempre a Baia Flaminia sono state individuate tre squillo (una venezuelana, una cinese e una brasiliana) che vendevano il proprio corpo – e le proprie prestazioni – in tre appartamenti differenti. Gettonatissima la cinese, nella cui casa è stato beccato un 60enne pesarese nascosto, come mamma l’ha fatto, in uno sgabuzzino di un metro quadrato. Agli agenti della squadra mobile – sudato, rosso dalla vergogna e soprattutto nudo – ha dovuto dar conto delle proprie frequentazioni rilasciando i propri dati anagrafici. Che figura!

Tra Fano e Marotta “esercitavano” invece tre rumene, ora rispedite a casa col foglio di via obbligatorio. Pare che invogliassero i clienti con messaggi in codice e annunci sui giornali: “Bella ragazza per 250 rose fa tutto – racconta il Carlino di oggi – Ambiente climatizzato”.

3 Commenti to “Pesaro, Fano e Marotta hot: retata di prostitute”

  1. Andrea scrive:

    Questo è solo la punta dell’iceberg, viale Trieste e il centro Benelli sono frequentazioni abituali e conosciute da tutti.
    Basterebbe punire chi sfrutta la prostituzione, le ragazze tanto continueranno ad esercitare in altre città e poi è una loro scelta di vita.

  2. alessandro scrive:

    Mi vien da ridere il commento che mette in risalto “…e soprattutto nudo…” come se quella fosse la condizione peggiore di quell’uomo.
    Mai sentito parlare di prostituzione?
    E’ sempre esistita!
    Con la differenza che in alcuni paesi é legale, lo stato ne trae profitti, sia da un punto di vista sanitario, tramite controlli periodici sullo stato di salute, che economico, facendo pagare le tasse alle professioniste. Da noi è attività clandestina e chi ne trae vantaggio sono i delinquenti che sfruttano le ragazze anche malmenandole.
    Si è mai riusciti a venirne fuori? Mah!
    Finchè non cambiano i sistemi organizzativi, ossia la legalizzazione, rimarrà sempre, un circolo vizioso.
    Questioni di opinioni… ovviamente
    Da noi, tutto e il contrario di tutto.
    Italia, paese molto arretrato, anche per altre condizioni sociali, rispetto all’ Europa.
    Spazio di riflessione alle Istituzioni che ci governano.

  3. Leo scrive:

    D’accordo con Alessandro. Solo in un Paese del terzo mondo come il nostro ci sono persone che intendono perseguire la prostituzione.
    Nel pieno rispetto degli altri, ognuno DEVE essere padrone del proprio corpo e farne ciò che vuole, inclusa la vendita (poi ognuno se la vedrà con la propria coscenza). Non può essere lo Stato a dirmi cosa posso fare e non fare con il mio corpo. Ma chi sfrutta la prostituzione DEVE essere perseguito senza tregua e con il massimo della pena. Solo la legalizzazione di questo fenomeno può cercare di risolvere tutti i problemi ad esso connessi che ci sono oggi: sfruttamento e schiavitù, pericolose condizioni igieniche e sanitarie, degrado di molte zone della città, ecc…
    Non siamo capaci neanche di copiare da altri Paesi europei (anche molto vicini al nostro). Questa è la vera vergogna e figuraccia che facciamo nei confronti di Paesi più civili, altro quella fatta dal poveraccio trovato nudo con una donna.
    Vergogna ai politici che lasciano che questa situazione continui, (ma d’altronde non sono capaci di risolvere nessun problema in Italia),
    vergogna al questore che ha perseguito la sacrosanta libertà di persone che vendevano il LORO PROPRIO CORPO (a parte per la donna che doveva scontare una pena per droga),
    vergogna a chi a scritto questo articolo strumentalizzando e appoggiando questo inaccettabile intervento di polizia.

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