Protesta degli ombrelloni, adesione massiccia

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3 agosto 2012

mare ombrelloni spiaggia

PESARO – Adesione massiccia questa mattina allo sciopero dei bagnini sul litorale di Pesaro. Hanno aderito alla protesta degli ombrelloni (chiusi sino alle 11) in media il 70% della categoria. Con percentuali differenti da Baia Flaminia fino a Fosso Sejore. La parte più a nord, quella di Baia Flaminia, secondo le stime raccolte da Cna Balneatori, è stata del 100%. Il 70% per la spiaggia di ponente (da piazzale della Libertà al porto), il 65% quella di levante (da piazzale della Libertà fino alla fine di viale Trieste), l’80% dal fondo di viale Trieste a Fosso Sejore. Solidarietà alla categoria è stata espressa anche da parte dei bagnanti, che hanno sopportato con pazienza e comprensione i disagi causati dalla chiusura degli ombrelloni in una mattinata decisamente torrida.

Soddisfatti per la riuscita della manifestazione i rappresentanti di Cna Balneatori e delle altre categorie coinvolte (Sib-Confcommercio; Fiba-Confesercenti; Assobalneari Italia-Confindustria), per questo sciopero indetto dalla categoria per manifestare contro il silenzio del governo riguardo ai problemi del comparto.

“In particolare – ribadisce anche oggi la presidente di Cna Balneatori Sabina Cardinali – la protesta mira a dire no alle aste degli stabilimenti previste dall’Unione Europea a partire dal primo gennaio 2016”.

“Protestiamo in particolare – dice la Cardinali – contro l’assordante silenzio dell’esecutivo nei confronti dei titolari delle concessioni demaniali marittime, categoria che sta vivendo, non solo per la crisi economica in atto, il momento più difficile della propria storia. Il primo gennaio 2016, infatti, l’intero sistema turistico costiero italiano, composto da oltre 30.000 piccole aziende balneari, sarà messo forzatamente in liquidazione, per via delle procedure di evidenza pubblica che scatteranno su tutta la penisola. In poche parole, tutti gli attuali stabilimenti balneari andranno all’asta. Insieme a loro sarà messo in liquidazione anche il complesso della nostra offerta turistica balneare, che rappresenta un unicum non riscontrabile nel panorama continentale e che ci è invidiato in tutto il mondo”.

“Chiediamo all’esecutivo – aggiunge il responsabile provinciale di Cna Balneatori Antonio Bianchini – la riapertura immediata di un tavolo di confronto per redigere un documento condiviso con le misure da mettere in campo per superare la condizione di difficoltà che sta paralizzando il settore balneare già fortemente provato dagli effetti della crisi economica”.

E conclude: “Se il nostro appello non verrà ascoltato seguiranno durante il mese altri momenti di protesta”.

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