Grande successo di pubblico per l’apertura della mostra “Guido Mariani, attraversamenti eclettici della contemporaneità”

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6 agosto 2012

Mostra Guido Mariani

URBINO – Alla presenza del professor Innocenzo Aliventi, rappresentante l’Accademia Raffaello di Urbino, del curatore professor Gian Carlo Bojani e dell’artista, sabato 4 agosto si è inaugurata con grande successo di pubblico la mostra “Guido Mariani, attraversamenti eclettici della contemporaneità” alla casa natale di Raffaello – Bottega Giovanni Santi, in corso fino al 30 agosto 2012.

Ha presenziato tra gli ospiti anche il sindaco di Serrungarina Marta Falcioni. La mostra fa parte infatti del progetto “L’Arte nelle Mani e Le Residenze Creative”, promosso dall’assessorato alle politiche culturali della Provincia di Pesaro-Urbino, che ha previsto workshop artistici per i ragazzi del territorio, affrontando tematiche come la “pera angelica” di Serrungarina. I manufatti del laboratorio Mani in argilla, tenuto in loco da Guido Mariani, saranno presentati alla festa della “pera angelica” di Serrungarina l’1 e il 2 settembre.

Promossa dell’Accademia Raffaello, l’esposizione “Guido Mariani, attraversamenti eclettici della contemporaneità” presenta una scelta di significativi capolavori che ripercorrono la carriera di Mariani, uno dei più autorevoli maestri faentini, vincitore del prestigioso Premio Faenza nel 1980 e portavoce di uno stile contemporaneo originale ed eclettico che è andato rinnovandosi fino ad oggi.

Dopo le mostre dedicate a Guerrino Tramonti e Alfonso Leoni, la mostra segna un altro punto di riferimento imprescindibile nell’indagine condotta da Bojani (già direttore del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza) sull’arte ceramica del novecento, che trova collocazione ideale proprio a Urbino, culla storica della ceramica.

L’esposizione di Guido Mariani presenta un’antologia di opere realizzate con tecniche e materiali ceramici diversi; una campionatura divisa per decenni a partire dagli esordi con i teatrini in maiolica degli anni settanta, come Help, Non per indicare e soprattutto Non abbiamo alternative, da cui sono scaturite nuove e successive sculture, come i pantaloni ricreati a grandezza naturale, con cui vince il Premio Internazionale della Ceramica a Faenza.

Segue la produzione matura degli anni ottanta con lavori come Blu e bipistola, Artemide, Afrodite, Panni di tutti, Alla palmetta persiana, Prego accomodatevi. Sono gli anni della sua epifania, come scrive Bojani, a cui approda “con opere che parvero derivare dalla pop-art; riproducenti quasi in fac-simile oggetti della vita quotidiana: poltrone di sapore Dada, carriole, stracci, panni, sgabelli, “pizie” o “arpie” apparentemente innocenti (…); il clima era quello suscitato da Claes Oldenburg, George Segal e Robert Rauchenberg (…) ma le sue intenzioni erano ben diverse”. Mariani non si ispira infatti al consumismo e piuttosto trae spunto dalle campagne povere e dai borghi contadini della sua terra; oggetti come segni di una civiltà che sta per scomparire e tuttavia c’è nelle sue opere una pacata ironia che esorcizza la nostalgia, anche attraverso l’uso di squillanti decori maiolicati.

Alla fine degli anni ottanta il suo lavoro diventa più informale, più espressionista, ed è facendo leva sulle caratteristiche del gesto e della plasticità che la critica lo definisce ”Neo-Barocco Selvaggio”.

Si giunge quindi agli anni novanta di cui sono un mirabile esempio: Ghibli, Tramontana, Zefiro, Vortice, Metallica e alla produzione dal 2000 con Ho la mosca al naso, Io no, Oooh!, Cavalieri d’oriente, A jo dal zamandal.

In questi anni Mariani conferma una vocazione sempre più surrealista nell’esaltazione dei formati e nelle espansioni di parti per del tutto con elementi ambiguamente minacciosi e decorativi al tempo stesso, come avviene nelle sue teste parlanti, ancora oggi.

Le ultime ricerche del suo lavoro sono una sorta di teatro ceramico, un vago ritorno ai teatrini degli anni settanta, dove i personaggi recitano un momento leggero e ironico, immersi nel triste passare del presente che loro, spesso, irridono o demistificano.

Scrive Gian Carlo Bojani nel catalogo “…con la sua impareggiabile anche istintiva riflessione antropologica (…) i materiali di Mariani e i modi di realizzarli trasformandoli, captano una complessità di fenomeni fino a ridarci tutto un universo soprattutto di umorale, saturnina cultura popolare anche rivisitata nei Quartieri Alti della speculazione estetica”. Il catalogo edito da “tipografia faentina” – Faenza contiene anche un’antologia critica con testi di C. Cerritelli, F. Vincitorio, G. Ruggeri, G. Lambertini.

In occasione del progetto “L’Arte nelle Mani e Le Residenze Creative”, il maestro, da sempre impegnato in percorsi formativi, ha pensato ad un laboratorio intitolato Mani in argilla, da lui guidato insieme all’artista Marta Palmieri e ad Alice Lombardelli, specialista nella comunicazione infantile. Il laboratorio si è tenuto a Serrungarina tra fine luglio e i primi di agosto, coinvolgendo gruppi di ragazzi delle scuole elementari e medie che, istruiti nell’arte plastica, hanno realizzato opere con significati riferiti alla “pera angelica”, prodotto locale, vista come “Volume e Colore”.

I manufatti sono stati cotti nei forni dei vicini Vasai del Vergineto per essere poi presentati alla festa della “pera angelica” di Serrungarina l’1 e il 2 settembre; occasione in cui saranno in mostra anche i lavori realizzati negli altri workshop del progetto, Mani in pasta e Mani in acquarello, e che rimarranno esposti fino alla fine di settembre.

 

L’ARTISTA

Faentino di nascita Guido Mariani si forma con Carlo Zauli, l’Accademia di Napoli e Augusto Perez e l’insegnamento della progettazione ceramica e della scultura negli istituti d’arte sono sempre state caratteristiche del suo percorso.

Impegnato nel rinnovamento della ceramica artistica, negli anni novanta conosce l’ imprenditore pioniere del design Dino Gavina e inizia con lui una stimolante collaborazione per creare complementi d’arredo in ceramica che vengono poi diffusi dalla Simongavina.

Vincitore di molti premi nazionali oltre al “Premio Faenza”, si fa conoscere a livello europeo grazie ad un percorso dove la demistificazione, la provocazione, il trompe-l’oeil, conferiscono alla ceramica d’arte un volto nuovo.

Ha preso parte a oltre duecento mostre tra personali e collettive in tutto il mondo. Alcuni musei conservano le sue opere: il museo Adrian Dubuchè di Limoges, quello di Shigaraki in Giappone, il museo italiano di Fuping in Cina e di Taipei a Taiwan. A Faenza Avvia, con Claudio Cerritelli, Gaia Studio, galleria d’arte contemporanea dedicata ai significati profondi della “terra”, presentando tra l’altro il gruppo “transmaniere” proposto da Giorgio Celli, nonché autori come Fontana, Valentini e Leoncillo.

Ha realizzato lavori pubblici di notevole impegno come il muro di via Battaglia a Faenza, l’arredo della Chiesa della Madonna delle Grazie di Larino, e la monumentale Via Crucis di Casacalenda e altri lavori non meno significativi come a Trieste e al Dams di Imperia.

 

GUIDO MARIANI, attraversamenti eclettici della contemporaneità
Casa natale di Raffaello – Bottega Giovanni Santi
Via Raffaello, 57 – 61029 Urbino (PU)
4-30 agosto 2012
Orari – Feriali 09.00 – 12.30/15.00 – 18.30 – Festivi 10.00 – 13.00
Ingresso gratuito
Informazioni – Casa natale di Raffaello – Museo T 0722 320105
A cura di Gian Carlo Bojani
Promossa da Accademia Raffaello – Urbino
Catalogo “tipografia faentina” – Faenza

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