La prima del Rof porta Pesaro nel mondo

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6 agosto 2012


PESARO – Torna puntuale, come ogni anno dal 1980, il Rossini Opera Festival, l’appuntamento che porta Pesaro in tutto il mondo. Non a caso, il sindaco Luca Ceriscioli, intervenendo alla presentazione – nell’Hotel Alexander – ha sottolineato un aspetto importante dell’edizione che inizierà venerdì.

Prove di Ciro in Babilonia: da sinistra, Michael Spyres, Ewa Podles, Jessica Pratt

Sono un fan del digitale terrestre – ha detto il primo cittadino –, sono tornato a guardare un po’ di tv dopo anni che ne guardavo pochissima. Con il digitale terrestre non siamo più noi a subire la televisione imposta da altri, ma sceglierla. E non è a pagamento, perché arriva gratuitamente nelle nostre case. E’ un piacere ricordare che la prima dell’opera inaugurale sarà trasmessa (in leggera differita, alle ore 21,15) da Rai 5 e sul canale satellitare Unitel Classica HD utilizzato da ventisette emittenti. Chi sponsorizza il Festival e vorrebbe sponsorizzarlo, sappia che questa è la platea a cui ci rivolgiamo. Inoltre, visto che i giorni scorsi è stata presentata una ricerca della Facoltà di Economia dell’Università di Urbino sul grande indotto prodotto da Rof, è giusto ribadire che da un punto di vista fiscale lo Stato si ripaga del contributo fornito”.

Da anni la questione economica è uno dei temi che precedono il Rof: la sintetizza il sovrintendente Gianfranco Mariotti.

Se siamo ancora qui con la schiena diritta e presentiamo un programma che rispetta il nostro tradizionale standard di qualità, dobbiamo molto a noi. Intanto ai nostri sponsor che non ci hanno abbandonato, a iniziare dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, ma anche allo Stato che, per la prima volta non ha effettuato tagli, concedendoci anzi un piccolo aumento. Noi abbiamo ridotto budget, spettacoli, personale e dislocato le rappresentazioni in sedi diverse. La riduzione più importante riguarda la durata. I costi maggiori sono rappresentati da

orchestra e cori. Ovvio che riducendo il periodo, si risparmia, ma a patto di massacrare orchestrali e coristi. Facciamo in due settimane quello che prima facevamo in un mese, ma cuciniamo le stesse vivande per qualità e quantità. D’altra parte la concentrazione delle proposte ha favorito la fidelizzazione del pubblico che in pochi giorni vede tutte le produzioni. Ciò incide sull’indotto, economico, turistico, commerciale. Negli anni Anni Novanta, uno studio del Dams aveva rilevato che a fronte di un bilancio di 12 miliardi l’indotto era di 20. Oggi, a fronte di 1 euro investito nel Rof, se ne producono 7. E’ l’effetto paradossale investimento culturale che funziona più di l’evento si finalizza a questo scopo”.

Non solo soldi, però, anche l’anima.

Il nostro pubblico si aspetta di vedere spettacoli insoliti. Non per dissacrare, né per stupire. Lo spettatore del Rof è intrigato, illuminato, coinvolto, talvolta provocato, magari anche irritato. Dissente e lo fa sapere. E ritorna, abituato a questa vivanda. Colgo questa occasione per condividere con voi una gioia procurataci dal Mosè in Egitto che lo scorso anno fu sottoposta a contestazioni ideologiche, pregiudiziali che non ci hanno fatto piacere. Siamo preparati sul merito e – detto fra noi – non ci dispiacciono. Quelle dello scorso anno ci hanno amareggiato. Quello spettacolo ha ottenuto un grande riconoscimento: i critici musicali gli hanno assegnato il Premio Abbiati quale migliore spettacolo del 2011”.

Entriamo nel merito del programma 2012.

Mai – spiega Mariotti – due edizioni uguali. Anche in questa proponiamo un evento musicologico, il “Ciro in Babilonia” in edizione critica. Con noi è protagonista la polacca Ewa Podleś, il più grande contralto vivente. La regia di Davide Livermore (in sala come Mario Martone, che allestisce “Matilde di Shabran”, e Daniele Rustioni, che dirige Il signor Bruschino; ndr) è ispirata al cinema muto. La particolarità è che la gestualità del cinema muto era mutuata dall’opera. “Matilde di Shabran” è un’opera cult: ha trionfato al Covent Garden, dove ho visto compassati spettatori inglesi balzare a fine primo atto. Il cast è interamente cambiato, a esclusione di Juan Diego Florez. E viene allestita in un luogo più grande (Adriatic Arena), dove può trarre ulteriori benefici. La terza opera in programma è “Il signor Bruschino”, uno spettacolo interamente collettivo. Le scene e i costumi sono progettati e realizzati dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Urbino. La regia è curata dai trentenni del Teatro Sotterraneo all’esordio nella lirica con grande entusiasmo. Uno spettacolo divertente, nuovo, una Rossiniland. Sottolineo che le nostre regie sono particolari, ma non vanno mai contro la musica”.

Un particolare interessante: il Rof sarà inaugurato venerdì mattina da un concerto dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, omaggi d’autore a Rossini, con musiche di Britten, Corghi e Respighi”.

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