Qumran e i rotoli del Mar Morto: a Urbino ne parla Simone Paganini

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6 agosto 2012

URBINO – Simone Paganini, docente di Storia di Israele e di Esegesi neotestamentaria all’università di Innsbruck (Austria), guiderà il secondo seminario dell’Istituto superiore di scienze religiose “Italo Mancini” dell’Università di Urbino. Appuntamento per mercoledì 8 agosto, alle ore 17.30, a palazzo Petrangolini, in piazza Rinascimento, 7. Il giovane e affermato biblista presenterà i risultati della sua ricerca, pubblicati anche nel volume Qumran le rovine della luna. Il monastero e gli Esseni. Una certezza o un’ipotesi? (Edizioni EDB, Bologna 2011).

Com’è noto “Qumran”- in arabo può essere tradotto con “le rovine della luna”- è un sito archeologico, oggi molto frequentato anche da turisti, che rimanda non solo a rovine antiche ma anche a manoscritti. A partire dal 1947, momento in cui venne reso noto che in undici grotte, nelle immediate vicinanze delle rovine, erano stati ritrovati frammenti di antichi rotoli di pergamena, l’insediamento di Qumran fu identificato da alcuni studiosi con il centro principale della comunità religiosa degli Esseni. Gli Esseni, espressione di un movimento ebraico rigorista, vivevano in comunità come monaci, vivevano in castità, erano celibi, dediti alla povertà a e alla penitenza: la loro attività principale, oltre allo studio delle Scritture, era quella di copiare manoscritti su rotoli di pergamena.

Ma oggi all’interno della comunità scientifica internazionale convivono due ipotesi contrastanti: da un lato appunto “l’ipotesi essena” e dall’altra quella secondo cui Qumran sarebbe niente di più che il centro di una grande azienda agricola senza relazione con i manoscritti delle grotte. Paganini,che propende per la seconda ipotesi,cercherà di mettere a fuoco le ragioni che avvalorano questa tesi innovativa.

Poiché l’incontro rientra nelle iniziative di formazione e aggiornamento dei docenti riconosciute dall’Amministrazione scolastica, a conclusione dell’iniziativa, sarà rilasciato, su richiesta, un attestato di frequenza.

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