Emergenza idrica: la lunga calda notte pesarese

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8 agosto 2012

PESARO – Fango, caldo, umidità, zero acqua (se non quella finita in strada) per lavarsi e pulire casa. Tutto in un quarto d’ora, intorno alle 19.  Colpa di una discesa che convoglia l’acqua in un’unica via. Disagio su disagio per i residenti di via Bonini, trasformata in un sentiero buono per la Parigi-Dakar, e dintorni di Santa Veneranda. Un film già visto poco meno di due mesi fa: ieri è stato come rivivere un incubo ad occhi aperti.

Ci mancava anche la terza rottura dell’acquedotto, terza in 48 ore, per Pesaro che attende, ora, l’acqua come la manna dal cielo. Colpa del terreno argilloso unito al secco dovuto dal caldo: i tubi di cemento, con spazi vuoti creati, si sono rotti per questo motivo come già accaduto in passato. E non, come detto da qualcuno, per colpa dei lavori della terza corsia. Serve una pianificazione, è arrivato il momento di fare scelte lungimiranti. Perché nonostante il lavoro lungo, duro e quanto mai attento per riparare i danni e aiutare i cittadini, in molti non hanno risparmiato critiche e ironia (“Arrivano  quattro autobotti per 100 mila persone? Il prossimo anno ci danno anche gli spruzzini?”), la politica è scesa subito in campo ricordando che l’acquedotto in questione (o alcuni suoi “rami”) da tempo necessitavano di manutenzione straordinaria e a Santa Veneranda hanno ricordato quanto accaduto solo un mese fa.

L’emergenza idrica doveva cessare nel tardo pomeriggio: un’emergenza dovuta alla terza rottura che si è verificata, intorno alle 6.30, in via Bonini. La cronaca della lunga giornata di lavoro? Alle 11.30 le tubature danneggiate sono state rimosse ed è iniziato il lavoro di sostituzione con un nuovo tubo: solo nella nottata l’acqua è lentamente tornata nelle case dei pesaresi.

Nella serata, a Santa Veneranda, è stata pulita la parte più consistente di fanghiglia. Questa mattina, dalle prime ore dell’alba, la pulizia sarà completata.

Acqua

“Oggi ci sarà un incontro in Prefettura, già previsto, per valutare condizione per sopperire alla mancanza di acqua in un territorio dove non piove da due mesi e mezzo. Sul tavolo i problemi sull’approvigionamento. L’83% di acqua utilizzata è di superficie. Siamo sgomenti per il disagio – ha spiegato l’amministratore di Marche Multiservizi Tiviroli – per la mancanza di acqua nelle case, attività e alberghi. Chiediamo comprensione: cerchiamo di gestire al meglio le strutture e le fonti di approvigionamento che abbiamo”.

Al fango di Santa Veneranda ha fatto da contraltare la mancata erogazione dell’acqua, fino a tarda notte, in diversi quartieri di Pesaro: segnalazioni sono arrivate da Muraglia, Villa San Martino, Centro Storico, Pantano, Piazza Redi. Tutti a secco, tutti ad aspettare il ripristino dell’acqua corrente. Nella zona mare, fortunatamente, dove si concentrano molte strutture ricettive, si è ovviata la carenza con l’acqua del vecchio acquedotto romano che, evidentemente, resiste senza rotture da migliaia d’anni. Non sono mancate le polemiche di diversi turisti: in molti hanno chiesto, a gran voce, la restituzione della tassa di soggiorno.

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