Industrie pesaresi nell’incertezza, Pagliano: “Prendiamo spunto da chi sta avendo successo”

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8 agosto 2012

 PESARO – Nel secondo trimestre del 2012 la rilevazione congiunturale, condotta dal Centro Studi su un campione di aziende, segnala la presenza di una situazione sempre difficile ed incerta, in linea con quanto avviene a livello regionale, specie per il prolungarsi nel tempo delle difficoltà economiche nazionali ed internazionali.

Nel trimestre aprile-giugno 2012, la produzione industriale ha registrato una diminuzione del 5,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con variazioni negative che hanno interessato tutti i principali settori dell’economia, ad eccezione delle poche aziende del settore gomma e plastica.

Claudio Pagliano Confindustria

Claudio Pagliano, presidente degli industriali pesaresi

Negativa l’attività commerciale complessiva: l’andamento delle vendite in termini reali ha registrato una diminuzione dello 0,7% rispetto allo stesso trimestre del 2011, con andamenti negativi sul mercato interno (- 4,4%), parzialmente coperti dai miglioramenti avuti su quello estero (+ 3,5%).

Le previsioni degli operatori sulla tendenza delle vendite per i prossimi mesi sono negative per quanto riguarda il mercato interno e sostanzialmente stabili per l’estero

Per quanto riguarda i costi delle materie prime si registra un -1% sul mercato interno e un +3% su quello estero rispetto al trimestre precedente (molto più consistenti sono le variazioni anno su anno che evidenziano rispettivamente un +1,4% e +4,1%). L’andamento dei prezzi di vendita vede una sostanziale stabilità per quanto riguarda il trimestre precedente (-0,8% sull’interno e + 0,4% all’estero) e un incremento per quanto riguarda le comparazioni anno su anno (+1% sull’interno e +0,6% all’estero).

Nella media del trimestre aprile-giugno 2012, i livelli occupazionali del campione di aziende oggetto di indagine hanno registrato una variazione negativa pari allo 0,2%. I livelli di cassa integrazione del trimestre sono passati da 2 milioni e 177 mila ore dello stesso periodo del 2011 a 2 milioni 924 mila ore del corrente anno (+ 34,3%), frutto degli incrementi negli interventi ordinari e in deroga.

Al 30 giugno 2012, le imprese attive della provincia di Pesaro Urbino erano 37.784 contro le 37.641 del 2011; le imprese manifatturiere attive hanno fatto registrare una leggera diminuzione dell’1,6% passando da 5.242 del 2011 a 5.159 del 2012.

“Nonostante gli evidenti dati negativi – ha commentato il presidente di Confindustria Pesaro Urbino, Claudio Pagliano – avverto dei segnali di positività: ci sono aziende che hanno messo in atto interventi innovativi, grazie ai quali sono diventate più vitali e in grado di continuare a rappresentare, anche negli attuali difficili momenti di congiuntura sfavorevole, ciò che sempre sono state ossia veri motori di sviluppo e coesione sociale”.

Il numero uno degli industriali pesaresi ha anche auspicato che “i comportamenti e le esperienze virtuose adottate dal campione di aziende preso in esame nella ricerca del prof. Enzo Rullani, docente di economia della conoscenza all’Università Ca’ Foscari di Venezia, possano diventare buone prassi in grado di indirizzare il cammino verso la crescita”.

Approfondimento per settori

Mobile e Legno

I dati emersi dall’indagine congiunturale evidenziano, per il secondo trimestre del 2012, un andamento delle attività produttive e commerciali delle aziende del settore del mobile e legno in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.

La produzione è diminuita su base annua dell’1,1%, a causa da un peggioramento in tutti i comparti, tranne che in quello delle “altre lavorazioni”. L’andamento segnalato è più tenue di quanto si verifica a livello nazionale dove nel bimestre aprile-maggio il legno è diminuito del 16,7% e il comparto del mobile si è ridotto del 14,6%. Similare invece è la situazione regionale dove la produzione è diminuita del 5,2%.

Sempre negativa la situazione dal punto di vista commerciale (-3,8%), a cui ha contribuito in particolare l’andamento negativo delle vendite sull’interno (-8,3%). Positive invece le tendenze sui mercati esteri dove si è potuto contare su un aumento del fatturato del 12,3%, sempre per dinamiche positive verificatesi in alcuni casi specifici del comparto “altre lavorazioni”.

La sensazione generale è comunque di difficoltà perché il 71% del campione intervistato ha dichiarato decrementi significativi dei propri livelli commerciali sui mercati interni e il 50% di quelli esteri.

Le dinamiche commerciali manifestate in ambito provinciale sono in linea con quelle regionali, dove la contrazione dei volumi si è verificata per quanto riguarda il mercato interno (-9,3%), mentre le vendite all’estero sono risultate in leggero aumento (+1,2%).

Per quanto riguarda l’analisi degli ordinativi in portafoglio, le aspettative per il futuro confidano in un progressivo peggioramento delle vendite sui mercati nazionali ed in un miglioramento dei fatturati all’estero.

Sui mercati di approvvigionamento delle materie prime permane una certa tensione dal punto di vista dei costi. Quelli interni sono aumentati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 3,4% e del 4,6% sull’estero.

L’andamento dei costi per le mate-rie sui mercati interni non si è riversato sui prezzi, visto che gli stessi sono aumentati solo dello 0,7% all’interno e dell’1,8% all’estero.

La situazione piuttosto debole si ripercuote sui livelli occupazionali, in leggera diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,4%).

Le ore di cassa integrazione totale utilizzate dalle aziende del settore mobiliero nel periodo gennaio-luglio 2012 sono 1.285.905 contro 678.468 del 2011 (+89,5%).

Le imprese attive nel settore del mobile al 30 giugno 2012 sono 1.001 (-0,3% rispetto al periodo precedente).

 

Meccanica

Secondo i dati dell’indagine con-giunturale effettuata nel secondo trimestre del 2012 la produzione del settore meccanico ha subito una diminuzione dello 0,5%, per effetto di riduzioni avute in particolare nel comparto dei casalinghi, mentre alcuni segnali positivi si sono manifestati negli altri comparti.

Il dato sul fatturato, che rimane critico (-9,5%), è frutto di un andamento difficile delle vendite particolarmente accentuato sul mercato interno e meno forte sui mercati esteri (-3,1%).

Le tendenze su indicate sono confermate dall’analisi della diffusione del fenomeno dove i cali significativi dei livelli commerciali interni sono stati sperimentati dal 71% del campione di aziende oggetto di rilevazione; sui mercati esteri la situazione risulta meno diffusa, pur se ampia, visto che il numero di coloro che hanno avuto un decremento significativo è pari al 64% del campione.

Le previsioni per il futuro in base agli ordinativi in portafoglio sono improntate ad un certo pessimismo per le vendite sui mercati interni, mentre sembrano stazionarie per quanto riguarda le vendite all’estero.

Dal lato dei costi, le variazioni congiunturali sono state di segno positivo sia per gli acquisti sul mercato nazionale che internazionale (rispettivamente +0,8% e +0,3%); più contenute le variazioni dei costi in termini tendenziali (+0,3% sull’interno e +0,3% all’estero).

I prezzi di vendita hanno risentito dell’andamento dei costi delle materie prime; per quanto riguarda il mercato estero hanno avuto un aumento dell’1,1% anno su anno, mentre per le vendite interne i prezzi sono incrementati dell’1,5%.

L’andamento occupazionale di-chiarato dalle aziende facenti parti del campione mostra un decremento pari allo 0,5%.

Le ore di cassa integrazione totale utilizzate nel periodo gennaio-luglio 2012 sono 707.522 contro 836.623 del 2011 (-15,4%).

Le imprese attive del settore a giugno 2012 erano 1.516 contro le 1.522 del trimestre precedente (-0,4%).

Tessile e abbigliamento

Nel secondo trimestre del 2012 il settore ha mostrato un andamento lievemente negativo per quanto riguarda i livelli produttivi.

L’attività commerciale sembra essere positiva per quanto riguarda le vendite nazionali e i mercati esteri.

I prezzi di vendita sono stati stabili, pur a fronte di un discreto aumento dei costi di produzione. Le aspettative per il futuro sono negative sul mercato nazionale e sostanzialmente stabili su quello estero.

Le ore di cassa integrazione totale utilizzata dalle aziende del settore nel periodo gennaio-luglio sono 219.562 contro 220.396 del 2011 (-0,4%).

Le imprese attive al 30 giugno 2012 sono 697 contro le 692 del precedente trimestre (+0,7%).

Altri settori

Si conferma difficile la situazione produttiva e commerciale degli altri settori, che presentano, tra l’altro, un aumento significativo dei propri costi sia dal punto di vista interno che estero. Anche le prospettive per il futuro in base agli ordini in portafoglio sono improntate ad un certo pessimismo.

 

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