Estraneo a casa mia

di 

10 agosto 2012

ROMA – Hai sempre da criticare. La realtà è che non hai mai amato la tua terra”.

Ormai è una prassi: tutte le volte che torno a casa, nella mia Sicilia, i miei familiari non fanno altro che lanciarmi le solite accuse. “Ti lamenti sempre. Ma cosa credi, che il resto d’Italia sia meglio? I problemi e l’ignoranza stanno dappertutto”.

 

Mai pensato l’opposto, infatti. Però dico: se c’è qualcosa che a mio parere non va o non apprezzo nella mia terra d’origine, cosa devo fare? Dire tuttovabenmadamalamarchesa solo per difesa d’ufficio?

Sono 6 anni che manco da casa. Per un lustro ho fatto spola tra Urbino e Roma, mentre da ottobre scorso sono fisso nella capitale. Non ho un pregiudizio di fondo nei confronti della Trinacria, anzi, tutt’altro. Però, il vivere fuori mi ha portato a sviluppare, nei suoi confronti, un approccio fortemente critico, lo ammetto. Ma segnalare i difetti è forse un male?

Posso essere libero di sottolineare che qui ho pochissimi amici e familiari che leggono libri o giornali? Posso dire che il lavoro in nero è ancora diffusissimo e che ho dei compagni che preferiscono stare in “regola” solo qualche mese per poter poi prendere il sussidio di disoccupazione? Che c’è ignoranza politica? Che un sacco di gente vive rassegnata per la propria condizione senza però cercare di darsi da fare e trovare una via di uscita? Che diverse persone non sanno manco cosa sia un congiuntivo o addirittura conoscono solo il dialetto locale? Che in diversi contesti familiari si preferisce essere ipocriti pur di rispettare assurde formalità, come ad esempio andare a trovare i parenti controvoglia, solo perché il “protocollo” richiede questo? È vero o non è vero che c’è un forte degrado urbano, con case incomplete lasciate all’acqua e al vento? È vero o non è vero che, specie nelle piccole realtà, si è succubi della Chiesa tanto da considerare un ragazzo ateo un’eresia? E non è un dato di fatto che nel 2012 sono ancora in molti ad andare in giro con lo scooter senza casco?

Insomma, cosa c’è di male ad affermare tutto ciò?

È chiaro che sono problemi presenti in tutta Italia (a parte la questione del casco) e lo riconosco. Però in Sicilia, e al Sud in generale, per tutta una serie di motivi culturali, storici e sociali che non sto qui ad elencare, tali fenomeni sono più presenti. E io tendo ad evidenziarlo. È reato?

Tu non ami la tua terra”.

No, cari miei. Forse io la amo anche troppo, ed è per questo che mi incazzo per determinate situazioni. Ma farlo capire ad alcuni è davvero impresa ardua.

lorenzochiavetta@yahoo.it

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>