Di Domenico e lo spettro del trasloco di villa Caprile

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14 agosto 2012

PESARO – “All’Istituto Agrario A.Cecchi occorre introdurre il numero chiuso delle iscrizioni, altrimenti il rischio che la scuola venga traslocata da Villa Caprile è molto concreto, anche se a giugno di quest’anno la Provincia aveva garantito, alla preside, i fondi necessari per la costruzione dei due prefabbricati equivalenti a sei aule”.

Così inizia un comunicato di Alessandro Di Domenico (Pdl) che continua così: “Ma Ricci aveva promesso anche che, a breve, sarebbero iniziati anche i lavori del nuovo convitto, utilizzando i famosi fondi della Ue. Ad oggi ancora non si è visto nessuno inizio dei lavori ed ancora si stanno aspettando i nulla osta del Parco e le varie concessioni edilizie. Da alcune indiscrezioni risulta poi che gli assessori Morani e Galluzzi abbiano confermato che non si farà nulla con la solita scusa che non ci sono soldi, e non perché non li gestiscono in modo diverso, quindi sia i prefabbricati che del convitto non se ne parla più. Ma allora gli iscritti che sono “di troppo” dove verranno dislocati? Sembra che la risposta sia stata quella di mandarli a Fabriano… incredibile, senza commento. Alla fine si è trovata una soluzione sacrificando alcuni locali ed allestendoli in aule, ma con tutte le difficoltà che potremmo immaginarci”.

“Addirittura sembra che verrà sacrificata anche la sala ricreativa del convitto – continua l’esponente del Pdl – l’unica che possa garantire svaghi agli studenti che rimangono a dormire a villa Caprile; neanche in un carcere ci si priva di questa sala. Addirittura c’è chi vorrebbe di nuovo di spostare gli alunni al Genga, al campus scolastico, dove la diminuzione delle iscrizioni ha liberato alcune aule, oppure di appoggiare tre aule al Provveditorato, con tutte le problematiche degli spostamenti per esercitazioni ed educazione fisica. A proposito, che fine ha fatto il mega progetto di palestra per villa Caprile al servizio della comunità di Santa Maria delle Fabrecce? Anche in questo caso il Comune di Pesaro qualche responsabilità ce l’ha, se non altro per non spingere il “cuginetto” Ricci, troppo distratto dalle questioni interne al Pd, a sollecitarne la realizzazione. Credo che l’attuale preside, al pari dei suoi illustri predecessori, debba puntare i piedi e battere i pugni per ottenere quello che le spetta di diritto. Mi auguro che non debba essere necessario ripetere la “marcia su Via Gramsci”, ma la mobilitazione che possono esercitare Accademia Agraria, Associazione ex Allievi di Villa Caprile, Collegio dei Periti Agrari, genitori e studenti, potrebbero far prendere un bel “coccolone” a Ricci & C”.

2 Commenti to “Di Domenico e lo spettro del trasloco di villa Caprile”

  1. Agostino Arduini scrive:

    Salve,
    Trasferire gli studenti dell’I.T.A. in altra sede diversa da Villa Caprile significa perdere la “Ruralità” degli insegnamenti.
    Per cui non ritengo scandalosa l’eventualità di un numero chiuso.
    Ciò favorirebbe l’iscrizione ai corsi di quelli studenti veramente attratti dal mondo agricolo.
    E si avrebbe anche un maggiore impulso verso le specializzazioni settoriali.
    Ex studente: padre e nonno!

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