Nel “Viaggio” di piacere non è tutto bello

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14 agosto 2012

PESARO – Un “viaggio” di piacere! Come sempre, dal 2001, quando il Rof decise di utilizzare una delle produzioni più felici della storia del Festival per farne un arduo banco di prova per gli allievi dell’Accademia Rossiniana.

 Un momento della prima rappresentazione de Il viaggio a Reims nel Rof 2012 (Foto Amati Bacciardi)

Un momento della prima rappresentazione de Il viaggio a Reims nel Rof 2012 (Foto Amati Bacciardi)

Stamattina, come nelle precedenti occasioni il pubblico – di bocca buona – ha applaudito tutti, con ovazione speciale per Piero Lombardi, che ha diretto l’Orchestra Sinfonica G. Rossini, e Davide Luciano, che ha interpretato Don Profondo.

Partiamo da quest’ultimo nella nostra analisi, perché – in verità – era piaciuto di più nel concerto conclusivo dell’Accademia Rossiniana, quando aveva eseguito con grande padronanza la Cavatina di Figaro “Largo al factotum”.

“Medaglia incomparabili” portano al ricordo delle sublimi esecuzioni di Ruggero Raimondi. Lungi dall’azzardare improponibili paragoni, del giovane baritono non è piaciuta la proposizione dei diversi personaggi – dallo spagnolo alla polacca, dal francese al tedesco, dall’inglese al francese al russo – con la stessa voce, con la stessa gestualità. Solo l’interpretazione del russo è sembrata da parodia del russo. Le altre potevano essere tutto e il contrario di tutto. Peccato, perché la voce è bella e siamo certi che in futuro – anche al Rof, già da venerdì 17 – meriterà gli applausi eccessivi di oggi.

Lo spettacolo è lo stesso ideato da Sagi e ripreso da Elisabetta Courir. Non ci sono rischi di sbagliare. Proprio per questo, avendo apprezzato non poco il concerto finale dell’Accademia Rossiniana, attendevamo qualcosa in più rispetto a quanto ammirato stamattina.

Intanto da Corinna (Ilona Mataradze) che ha proposto un’Arpa gentil priva di dolcezza. Strano, di lei non avevamo alcun ricordo. Così siamo andati a rileggere il libretto dell’Accademia e non abbiamo trovato il suo nome. Una delusione completa è stato Baurzhan Anderzhanov, che aveva uno dei ruoli più belli. Il Lord Sidney esaltato da Samuel Ramey ci è sembrato del tutto fuori ruolo e incredibilmente inadeguato a eseguire la musica di “God save the queen”. Peccato, perché il kazako era piaciuto non poco nell’Aria di Don Basilio “La calunnia è un venticello” interpretata nel concerto finale dell’Accademia.

Non è dispiaciuta, anche se spesso sopra le righe, la Contessa di Folleville proposta da Hulkar Sabirova, e così Anna Pegova (Madama Cortese). Filippo Fontana è stato un bravo Barone di Trombonok. A dispetto della parte assai breve ci sembra interessante Mattia Ulivieri che ha dato certezze al ruolo di Don Prudenzio. E così Davide Giusti nel ruolo di Cavalier Belfiore.

Ammirata già nell’atto conclusivo del seminario di studi diretto da Alberto Zedda, si è confermata oggi Raffaella Lupinacci, mezzosoprano, che ha esaltato la Marchesa Melibea. Voce e interpretazione, felice presenza, fanno di lei un’italiana da seguire con attenzione.

Una menzione per tutti gli altri, a iniziare da Alessandro Luciano che ha cercato di dare passione al ruolo di Conte di Libenskof nel duetto con Melibea, per proseguire con Dario Shikhmiri (Don Alvaro), Lorenzo Nincheri (Don Luigino/Gelsomino), Alize Rozsnyai (Delia), Silviya Angelova (Maddalena), Lilly Jørstad (Modestina) e Fumiyuki Kato (Antonio/Zefirino).

Si replica, appunto, alle ore 11 di venerdì e pare che il Teatro Rossini sia ancora una volta esaurito, perché andare in “viaggio a Reims” è sempre un gran piacere.

2 Commenti to “Nel “Viaggio” di piacere non è tutto bello”

  1. davide scrive:

    Accetto la sua critica e cercherò di migliorare. Cari saluti
    Davide Luciano

  2. davide scrive:

    Mi auguro che lei possa assistere alla recita del 17.

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