Prima lo droga, poi lo rapina: terrore per un 16enne

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18 agosto 2012

PESARO – Tutto è successo ieri mattina all’alba a Pesaro, allorquando un ragazzo di 16 anni residente a Fano, di ritorno in treno da una notte in discoteca a Riccione, è stato avvicinato nei pressi della stazione ferroviaria da un cittadino straniero. Fra i due sarebbe iniziata una cordiale discussione sulle rispettive serate in discoteca. Una sigaretta e poi una birra “sospetta” – nel senso che successivamente s’è accertato contenere dell’ecstasy – offerta dal magrebino al ragazzo, in modo tale da stordirlo e convincerlo a seguirlo.

Carabinieri

Carabinieri in azione

Successivamente i due si sarebbero incamminati verso il parco Miralfiore dove, a detta dello straniero, si trovava parcheggiata la sua auto che gli avrebbe offerto un passaggio a casa (il ragazzo abita a Fano). Lungo il tragitto, però, il marocchino improvvisamente avrebbe rotto una bottiglia di vetro e avrebbe iniziato a minacciare il 16enne, costringendolo a consegnargli il cellulare, qualche spicciolo e i suoi capi di abbigliamento molto apprezzati dallo straniero. Una maglietta di marca, la felpa griffata e il cappellino, perfino le scarpe da ginnastica.

Non pago, il malvivente lo avrebbe spintonato per terra. I carabinieri hanno raccontato che il ragazzino è stato azzittito con la minaccia che, se avesse chiamato aiuto, lo avrebbe fatto fuori con un coltello (che comunque non avrebbe mostrato).

Dopo aver indossato il “bottino”, lo straniero avrebbe lasciato in braghe di tela la vittima e sarebbe scappato a piedi. Il povero malcapitato, aiutato da un esercente del posto, ha chiamato i carabinieri e i familiari. I militari, grazie alla descrizione del soggetto fornita dal ragazzo nonché dei capi di abbigliamento, si mettevano subito sulle tracce del malvivente. Poche ore dopo un carabiniere di quartiere di pattuglia lungo le vie del centro ha sorpreso il 22enne marocchino – A. D. le sue iniziali, celibe già noto alla giustizia, residente a Pesaro – con ancora indosso gli indumenti e il cellulare. Per lui sono scattate le manette e tutt’ora si trova in carcere, in una cella della casa circondariale di Villa Fastiggi.

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