Il giorno dopo le multe, tutto come prima

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21 agosto 2012

PESARO – Il giorno dopo, niente sembra cambiato. Il giorno dopo, tra le vie Bramante, Bixio, XXIV Maggio e Rossi, non ci sono i vigili urbani che il giorno prima hanno multato i ciclisti scorretti e il comportamento è tornato quello del giorno prima.

Un ciclista pedala stamattina sul marciapiede di Via Montegrappa

Fermandosi agli incroci accade di ascoltare inviti alla prudenza, al rispetto delle regole, perché i vigili fanno le multe. Ed è comunque una buona notizia. Ma – data un’occhiata attorno e accertato che la polizia non si vede – si torna ad andare contromano e a passare col rosso. Perché questo – a dispetto di stupore (e perché, visto che quelli di lunedì erano interventi annunciati da settimane?), rabbia (e perché, visto che il cittadino comune invoca una legge uguale per tutti? Forse che i ciclisti sono cittadini al di sopra della legge?) e protesta (e perché, se i tutori dell’ordine fanno solo rispettare norme del Codice della Strada?) – è il nostro modo di fare. Vediamo una divisa e ne segnaliamo la presenza lampeggiando, notiamo una pattuglia e torniamo tranquilli nella nostra corsia, per poi sorpassare come folli quando gli agenti non possono vederci.

L’abbiamo notato, una volta di più, lunedì mattina, alla rotatoria tra le vie Belgioioso, Fratti e Giolitti. Una pattuglia della polizia stradale era ferma all’angolo di Via Fratti e chi arrivava in bicicletta attraversava a piedi. Mai visto prima. Credete che sarebbero scesi di sella senza la presenza degli agenti della stradale?

Il problema di fondo è che nei ciclisti, non solo a Pesaro, è radicato il diritto all’impunità. Vado in bicicletta? Faccio quel che voglio. Colpa anche dei “cattivi maestri”.

Così, stamattina, a neppure ventiquattro ore di distanza dall’intervento delle forze dell’ordine, molti ciclisti hanno fatto finta di niente. Ne volete una prova? Osservate le due fotografie scattate a pochi secondi di distanza una dall’altra in Via Montegrappa, strada a senso unico dove la stragrande maggioranza dei ciclisti procede contromano, spesso sul marciapiede, perché alla resa dei conti chi ha meno diritti sono i pedoni, alla tutela dei quali pensano in pochi. Fra questi, ovviamente, non ci sono i fondamentalisti dell’ambiente, quelli che “ai ciclisti deve essere concesso tutto”.

Donne in bicicletta pedalano contromano in Via Montegrappa

Per fortuna, a Pesaro si è iniziato ad agire perché i diritti siano davvero uguali, per tutti.

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