Nostalgia canaglia di un venticinquenne

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23 agosto 2012

Qualche giorno fa ho visto per la prima volta Il tempo delle mele, film che ha segnato un’intera generazione (e forse anche più).

 

Un frammento de Il tempo delle Mele

Diciamo che in sé il lungometraggio non è certo un capolavoro, né come trama né come recitazione. E’ un film molto semplice, monco di quegli elementi tanto presenti nei movies attuali.

Ma nella sua semplicità risulta essere anche straordinario.

 

Il motivo?

Semplice: alcune scene rappresentano momenti di vita che noi tutti abbiamo vissuto. Anche perché ognuno di noi – eccetto i giovanissimi – ha avuto 14 anni.

Pensateci bene:

 

– le prime feste con gli amici, dove si lottava con mamma e papà affinché il rientro a casa potesse superare la fatidica “mezzanotte”;

– le sigarette fumate di nascosto – anche solo per provare – che ci facevano sentire tanto spacconi con chi ci stava accanto;

– il desiderio di avere il motorino;

– la vergogna di farsi vedere in presenza dei genitori davanti agli amici, perché “io sono grande, e poi i miei compagni vanno in giro da soli, non si fanno accompagnare”;

– e ovviamente i primi amori adolescenziali, le prime cotte.

 

Per questo, vedendo il film, è affiorata in me un po’ di nostalgia di quei tempi (e pensare che ho solo 25 anni!).

Ciò non significa che oggi non sia felice, anzi: ho una famiglia splendida, una fidanzata fantastica e anche riguardo il lavoro qualcosa inizia a smuoversi.

Ma credo che la spensieratezza che si possiede in quegli anni – tra i 14 e i 18 – sia unica. A quell’età ci si sente padroni del mondo, i problemi non si sa cosa siano. O magari si considerano come tali le cose che ho scritto nell’elenco di cui sopra.

 

Quando si cresce, le cose cambiano. I problemi, quelli veri, arrivano sul serio: il lavoro non c’è, non si riesce ad accendere un mutuo, a fine mese si arriva a stento.

E vien voglia di tornare indietro nel tempo, per rivivere i vecchi momenti ed assaporare ogni minimo secondo di quella tanto amata spensieratezza.

Ma, purtroppo, ciò non è possibile. La vita va avanti, non si ferma.

 

Poi magari si viene colti dalla sindrome di Peter Pan ed è allora che parte la nostalgia, nostalgia canaglia.

 

lorenzochiavetta@yahoo.it

 

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