Fap attacca: “Ufficio Caccia, deve pagare tutta la banda”

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28 agosto 2012

PESARO – La direzione generale della Provincia di Pesaro e Urbino ha chiesto all’ex responsabile dell’Ufficio Caccia Goffredo Pazzaglia di rimborsare non oltre lo scorso 25 agosto la somma di 209.700 euro che avrebbe inopportunatamente fatto sparire, senza giustificazioni alla Ragioneria della Provincia. Lo stesso Pazzaglia, intervistato oggi dal Carlino, ha spiegato di “non preso niente” e di non aver “mai attaccato una marca da bollo sulle licenze. Anzi, non ero certo il dirigente di quell’ufficio. Chiedete a qualcun altro”.

Il movimento trasversale “Fronte di Azione Popolare Pesaro-Urbino” interviene sul caso Ufficio caccia in Provincia. Dice il presidente del movimento Giacomo Rossi: “Ora che sull’Ufficio caccia provinciale iniziano ad uscire le prime “magagne”, tutti si defilano e si giustificano. Per anni ed anni l’Ufficio caccia ha viaggiato a braccetto con la dirigenza politica dell’ente provinciale in un connubio ideale, operativo e politico quasi imbarazzante. Chi non ricorda il Dirigente Goffredo Pazzaglia presenziare alle varie riunioni e feste dei cacciatori insieme ad Ucchielli, Pensalfini e i due Ricci, Matteo e Mirko, in pesca di voti e proseliti? Ora che è scoppiato il caso “marche da bollo” tutti si defilano. Se il giudice attesterà la colpevolezza del dirigente Pazzaglia, a rigor di logica non potrà essere possibile che tutta “la banda” la passi liscia, almeno dal punto di vista etico e morale”.

Rincara Rossi: “C’è da dire che non è solo il caso dei presunti ammanchi della marche da bollo che andrebbe rivisto ed analizzato ma anche tutte le altre denunce e segnalazioni sulla gestione dell’Ufficio caccia che nel tempo sono state fatte e finite nel dimenticatoio; uno per tutti il mio esposto sul presunto concorso truccato per un posto nello stesso Ufficio caccia. Le responsabilità sulla pessima gestione di questo settore amministrativo della Provincia, andrebbero dunque analizzate meglio e globalmente”. Conclude Rossi: “La caccia è una pratica tradizionale che va regolamentata, difesa e tutelata e non di certo lasciata in mano ad un gruppo di speculatori politici e forse anche economici. Spero che le associazioni venatorie ed i cacciatori se lo ricordino bene”.

Un commento to “Fap attacca: “Ufficio Caccia, deve pagare tutta la banda””

  1. Giorgio scrive:

    Finalmente qualcuno che racconta come stanno veramente le cose ! Siamo tutti stanchi di questo monopolio politico che strumentalizza qualunque interesse cittadino, come in questo caso quello della pratica venatoria, per ottenere un ammontare di voti al momento delle elezioni…e per di più realizzando anche una circolazione di denaro pubblico che viene intascato dai soliti segugi propensi a sostenere questo circuito vizioso…W il FAP che sta mettendo in luce molte squallide realtà nella nostra Provincia !!

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