Autunno rovente, Ricci presenta le cinque priorità

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30 agosto 2012

PESARO – Ricomincia da cinque. E lo fa spiegando perché e come la Provincia agirà. Il presidente Matteo Ricci, dopo  l’agosto africano, si attrezza a un autunno che si annuncia rovente per altri motivi. Ecco, allora, per sgomberare subito il tavolo e iniziare a lavorare a testa bassa, i cinque temi che nei prossimi mesi saranno al centro di ogni iniziativa, azione, pensiero e strategia. Il primo, chiaramente, il lavoro:

Il presidente Matteo Ricci durante la conferenza di oggi

“La ripresa lavorativa si preannuncia molto difficile – ha spiegato Ricci -. La crisi è ancora pesantissima, la recessione è molto più pesante di quella prevista. Il problema occupazionale è grave. Da noi i tassi di disoccupazione sono di gran lunga inferiori al livello nazionale, ma i numeri sono destinati ad aumentare. Soprattutto quando finiranno cassa integrazione e mobilità. Per chi ha ottenuto gli ammortizzatori sociali dal 2009, con il loro esaurimento, diventerà durissima. Questo è il primo elemento d’impegno: ci metteremo tutte le nostre energie anche se chiaramente le situazioni difficili non dipendono da cause locali. Nei prossimi giorni è stata convocata una commissione lavoro, organismo creato con sidancati e associazioni di categoria. Voglio incontrare l’assessore regionale Michetti: in Regione stanno provando a stanziare fondi per giovani disocciupato. Noi continueremo con tavoli anticrisi (più di 60), stanziando fondi, tour nelle aziende: il tema di lavoro al centro, facendo resistenza e puntando sull’innovazione. Sarà l’ambito prioritario”.

Punto numero due: le infrastrutture. “A settembre vogliamo firmare la convenzione con la società Autostrade: il nero su bianco di un accordo già preso sul casello di S.Veneranda più 50 milioni di euro di opere accessorie. E chiudere vicenda Marotta: il tratto da aggiungere per congiungere Fano a Mondolfo”.

Terzo impegno: “Le battaglie nostre, a partire dalla neve. E’ avvenuta una vergogna. Sette miliardi per il terremoto in Emilia, per merito di Errani. Noi, ovviamente, non ci possiamo paragonare a loro ma anche noi abbiamo avuto morti e tantissimi danni. Un conto sono 7 miliardi all’Emilia e 100 milioni a noi, un conto 7 miliardi all’Emilia e 3 milioni a noi. Dopo la tassa su disgrazia, siamo la prima regione con una disgrazia di serie B. Incontrerò Spacca la prossima settimana per vedere come muoverci e per rimettere sul piatto questa problematica. Poi, sempre con Spacca, punteremo forte sulla Fano-Grosseto. Sembra ci sia una proposta anche se non ancora ufficiale. Pare che l’interesse dell’Ati composta da Strabag, Astaldi e Cmc si sia trasformata in una proposta, non ancora ufficiale. Quindi in autunno si potrebbe avere, finalmente, una svolta positiva sull’intera partita. Per questo si vuole creare una società delle regioni per attingere ai fondi europei. In autunno vogliamo una svolta positiva”.

 

Quattro: la  progettualità. “Avanti con il piano strategico e nuovo ptc: il nuovo piano territoriale di coordinamento. Diventa lo strumento principale, il più importante, per rendere esecutivo il piano strategico approvato lo scorso anno. Si sta ragionando sui criteri per presentare proposte progettauli per avere il massimo dai fondi strutturali europei del 2013. Il ptc, per intenderci, è il contorno dei piani regolatori che vi si dovranno attenere”.

 

Infine, il quinto punto, il più interno e delicato: salvare la Provincia. “Intanto abbiamo salvato l’ambito provinciale: significava avere l’accorpamento di 18 ambiti, dalla Camera di commercio alle questure… Quindi, c’è già un grande risultato. Abbiamo difeso l’organizzazione territoriale ed evitato conflittualità come sta avvenendo da altre parti. Ma questa è risultata, alla fine, una mediazione tra chi voleva abolire e accorpare: ora ci vogliono mandare in dissesto. Oggi siamo costretti a rifare il bilancio: mancano entrate per colpa crisi (-1,5 milioni, vedi tassa di immatricolazione auto in netto calo, ecc), e i 4,5 milioni quest’anno (in tre mesi) e i 9 milioni nel prossimo anno, dallo stato. Le scelte? Nelle prossime settimane. Scelte in ogni caso dolorose. Come li recupereremo questi soldi? Non lo so. Cerchiamo di capire, poi, che competenze ci spetteranno: sembra che alle province rimanga l’ambiente, ma i rifiuti? Non si sa… Sarà una fase di transizione difficile da gestire ma se ci tolgono l’ossigeno sarà quasi impossibile. Lavoreremo per evitarlo ma sistemare il bilancio per problemi creati da altri è ancora più complicato. Per capirci, il taglio nelle Province è stato cinque volte superiore ai tagli avuti dai Comuni. Ci vogliono mandare in dissesto, con una visione centralista e un patto di stabilità aggravato nelle sanzioni. Ce ne accorgeremo in Primavera, quando sarà chiara a tutti l’emergenza manutenzione di strade e scuole. Nel 2013 tutti si renderanno conto che questo significherà mettere a repentaglio strade e scuole. Riproveremo a fare il bilancio. Faremo i salti mortali. Ma non basteranno. Questo è l’elemento peggiore del Governo Monti. E’ un’azione di antifederalismo che non permettere di crescere: il mio giudizio, su questo tasto, è pessimo. Il Governo fa finta di non capire”. Intanto, per domani, è stata convocata una riunione del comitato per l’acqua, che comunicherà una decisione sul Burano: sul tavolo, le decisioni per mettere un freno all’emergenza idrica che, puntualmente, torna ogni anno.

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