Abbattute le barriere architettoniche in altre tre scuole

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7 settembre 2012

PESARO – Barriere architettoniche e quarto mandato di Alberto Drudi. Questi i temi sviscerati dal sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli nel consueto incontro con la stampa locale.

 

Rito Briglia e Luca Ceriscioli mostrano una vignetta che ricorda come solo in un istituto non siano ancora state abbattute le barriere architettoniche

Rito Briglia e Luca Ceriscioli mostrano una vignetta che ricorda come solo in un istituto non siano ancora state abbattute le barriere architettoniche

EDILIZIA SCOLASTICA

Prosegue il lavoro di abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici scolastici delle scuole primarie e medie inferiori gestite dal Comune. Il 12 settembre, primo giorno di scuola, il sindaco Luca Ceriscioli e gli assessori Rito Briglia e Marco Signoretti saranno negli istituti scolastici dove sono stati operati interventi. Sono state installate le piattaforme elevatrici nelle scuole Collodi di via Ugolini, Cantarini di via del Carso e don Milani di via Togliatti per un valore complessivo di 50mila euro. Il progetto si concluderà nel 2013 con la realizzazione dell’ultima piattaforma elevatrice nella scuola Gramsci di via Rossetti.

“Sulle 50 di competenza comunale ne rimane solo una con barriere architettoniche da abbattere – ha detto Luca Ceriscioli ai microfoni di Radio Incontro riferendosi proprio all’istituto Gramsci – Interventi che dimostrano il valore che diamo all’educazione. Da sempre gli investimenti maggiori nella spesa corrente è per i servizi educativi. Circa la metà la mettiamo negli edifici scolastici, per la soddisfazione di chi lavora nelle scuole e dei genitori che sanno che il Comune di Pesaro pensa al bene più prezioso: i giovani”.

 

LA RIELEZIONE DI DRUDI

Sul quarto mandato alla guida della Camera di Commercio di Alberto Drudi, il sindaco ha osservato: “La scelta da sempre spetta alle associazioni di categoria. Aver introdotto elementi che legano questa nomina ai partiti è sbagliato. Non c’è schieramento delle associazioni sulla base dell’orientamento politico che dimostrano. E’ una scelta trasversale che riconosce la necessità di dare continuità a quella carica. Tutte le categorie hanno rivendicato una loro autonomia: la stessa Confindustria, che aveva espresso che forse si poteva cambiare, astenendosi ha riconosciuto che alternative non c’erano. Io personalmente sono perché i mandati, come quello del sindaco, abbiano dei limiti, perché sia possibile un ricambio e avvicendamento nei ruoli. Laddove questa regola non esiste, è legittimo ripresentarsi”.

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