Biogas, Porto duro su Donati. E si valutano altre vie legali

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11 settembre 2012

PESARO – «Condanna politica dell’atteggiamento della Regione e delle programma illustrato dall’assessore regionali Sandro Donati. Abbiamo già fatto ricorso al Tar, ma se si andrà avanti con questa linea, pensiamo anche ad altri provvedimenti di carattere legale». Va giù duro l’assessore provinciale Tarcisio Porto sulle future strategie energetiche presentate da Ancona per raggiungere il cosiddetto “burden sharing” del 15,4 per cento. «Donati – spiega l’assessore – punta tutto su biomasse e biogas. Rimaniamo sconcertati, visto che la vicenda relativa, che ho vissuto nelle istruttorie, è stata gestita, a mio parere, in modo illegittimo. Non ci è stata data la possibilità di capire quali sono gli impatti sui territori».

L'assessore Tarcisio Porto

Va avanti Porto: «Abbiamo fatto ricorso al Tar, insieme ai Comuni. Per cui la Regione si trova tutte le popolazioni e tutti gli enti locali contro. Nonostante questo, continua sulla strada degli errori già fatti». Non solo: «Il piano energetico ambientale regionale è stato affidato all’università di Ancona da anni e non ha prodotto nessun risultato. Serve cambiare la linea di impostazione tecnico-scientifico. Da sempre ribadiamo che lo studio va fatto su base territoriale. E invece, si risponde alla ipotesi di realizzare rinnovabili sul territorio con algoritmi di carattere tecnicistico incomprensibili». Tradotto: «Boccio la strategia della Regione sul biogas e sulle biomasse. Faremo ricorso a tutti gli organi possibili, per dimostrare che si sta commettendo un danno ambientale ed economico. A svantaggio delle popolazioni e contro i principi ambientali e della corretta collaborazione  e sussidiarietà tra enti locali. Se installiamo 5 o 6 impianti di biogas sulla bassa valle del Metauro, creiamo un danno drammatico al sistema ecologico». Ancora Porto: «Tutti sanno che le regole sul biogas cambieranno e si andrà verso la produzione ottenuta dagli scarti agricoli. Almeno cominciamo a fissare qualche norma certa, che aiuti davvero l’agricoltura e non crei speculazione come avvenuto sul fotovoltaico». Conclusione: «Se la Regione vuole raggiungere il “burden sharing” deve parlare con gli enti locali, fare un programma congiunto e non calare provvedimenti dall’alto. Così, la Regione non rappresenta le nostre politiche. Noi siamo per la democrazia energetica e per piccoli investimenti, ben collocati, inseriti nei luoghi di consumo locale.  Bisogna investire sull’efficienza energetica e sulla distribuzione efficiente, Non grandi opere, ma significative per il “burden sharing”».

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