Crisi, task-force Ricci: “Resistenza e innovazione”

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11 settembre 2012

PESARO – «L’autunno sarà pesantissimo. Siamo all’apice della crisi sociale». Matteo Ricci, affiancato dall’assessore Massimo Seri, fotografa la complessità del momento. E, anche per questo chiama ancora alla «compattezza» la Commissione provinciale lavoro. Convocata in forma allargata dal presidente, in via Gramsci, per «continuare ad aggiornare le azioni di contrasto alla crisi». Sala Pierangeli gremita dai vertici di associazioni datoriali, sindacali, banche, istituzioni. Orecchie tese ad ascoltare Ricci, che snocciola cifre: «Siamo passati dal 3 per cento di disoccupazione del 2008 alla previsione del 7,6 per cento nel 2012. Ma se non avessimo mantenuto la coesione e l’unità d’intenti, con gli interventi che abbiamo adottato in questa sede, l’accelerazione sarebbe stata ancora maggiore. Oggi confermiamo il nostro impegno su resistenza e innovazione».

La riunione effettuata questa mattina in provincia

La resistenza. Tra le azioni di contrasto, portate avanti in questi mesi dall’Ente e dall’organismo, il riferimento è a «70 tavoli anticrisi; agevolazioni tariffarie per oltre 2mila famiglie; prestiti agevolati e microcredito per più di 850 persone; sconti sul trasporto scolastico; prestito d’onore per 120 aziende; 406 posti di lavoro scaturiti dal sostegno alla creazione d’impresa; corsi di formazione per più di mille dipendenti di aziende in crisi e per 3mila e 400 disoccupati, svantaggiati, apprendisti; 240 imprese finanziate con check up aziendali. Ma anche tirocini, inserimento mirato, politiche di re-impiego».

La linea. Nell’immediato, osserva Ricci, «abbiamo ancora due milioni di euro da utilizzare. La Commissione deciderà concretamente come nei prossimi giorni. Dal mio punto di vista, dovrebbero essere destinati in gran parte all’occupazione giovanile». Anche perché nuove generazioni, donne e over 50 restano le fasce con le criticità maggiori. Non solo: «Mentre resistiamo, non perdiamo di vista l’innovazione e la programmazione europea. Con il piano strategico della Provincia ci presentiamo con almeno 10 grandi idee. Essenziale sarà la collaborazione tra pubblico e privato per la partecipazione ai bandi». E ancora: «Non ci sono settori contro altri. La nostra identità si lega alla manifattura,: nessuno lo mette in discussione e lavoriamo per il suo sostegno. Ma è utile anche la diversificazione. Comparti ritenuti fino a ieri marginali, come il turismo, stanno crescendo e possono compensare altre flessioni».

Ricci al tavolo di lavoro

Ricci scettico. Il presidente sulla linea del governo verso gli enti pocali: «Tagliare la spesa pubblica non suscita la ripresa. L’esempio? Siamo passati da 29 milioni di euro per la manutenzione strade ex Anas a zero euro in 3 anni. Sono 29 milioni di euro di lavori in meno, con ricadute anche sull’occupazione. Gli enti locali sono soggetti che deprimono l’economia». Messaggio verso Ancona: «Con il ridimensionamento degli enti locali e delle future Province, si spostano rapporti di forza e centri di spesa. Finora abbiamo pensato di potercela cavare sempre da soli. Adesso il discorso è diverso: vogliamo una Regione più presente. Chiediamo un tavolo con Spacca, Giannini e Lucchetti per mettere a fuoco le azioni necessarie». Richesta formalizzata dalla Commissione.

Nuove idee. Se la realtà è questa, secondo il presidente serve percorrere nuove strade: «Dobbiamo rafforzare i Comuni. Ma 60 da soli, in una provincia come la nostra, forse non reggono più. Apriamo una riflessione per ragionare su area vasta, con 9 o 10 bacini omogenei, per mettere insieme le poche risorse che ci sono. E rafforzarci». Presenti, tra gli altri, Simona Ricci, Salvatore Giordano, Alberto Drudi, Camilla Fabbri e Roberto Borgiani.

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